Così il PD ci porterà alla guerra civile ed alla dittatura

gatto paolo
Così il PD ci porterà alla guerra civile ed alla dittatura

Siamo destinati ad attraversare cinque stadi, tramite i quali il PD ci traghetterà verso una guerra civile ed una successiva dittatura; oggi siamo al terzo (in oltre trent'anni di politica, che era già quella comunista); trattandosi, però, di fatti sociali e politici, che si strutturano su matematiche non lineari, non è escluso che la situazione, a cagione di anelli di retroazione autorafforzanti, non possa non precipitare nel giro di pochi mesi. I cinque stadi sono: 1) il politically correct- Robert Dilenschnider individuava nel “consenso” quel fattore che si contrapponeva alla “condivisione” consentendo un'influenza immediata sulla società; in un'ottica di matematica non lineare, ogni sistema di rete produce un risultato maggiore dei singoli componenti, ed il “consenso” è proprio questo risultato maggiorre; in una rete di comunicazione dominata dagli “Hub” dell'editoria di sinistra o pseudo-indipendente, il consenso prevale sulla condivisione. Con il P.C. si esprime la necessità di tutelare le minoranze, in un disegno di massima democrazia. Invero, dietro ad ogni disposizione politicamente corretta, c'è un substrato ideologico secondo il quale la civiltà occidentale è ingiusta, corrotta ed immorale, per cui diventa giusto e morale adottare quelle condotte dirette alla sua distruzione. La stessa ideologia, alla base dello sviluppo del terrorismo europeo degli anni di piombo (come ben descritta da G. Jonas in “Vendetta”) terrorismo incoraggiato dalla Unione Sovietica, era diretta ad evidenziare le contraddizioni occidentali, sovvertendone i principi morali; così lo stesso ladro che in URSS veniva rinchiuso in un gulag in quanto nemico della rivoluzione veniva considerato, in Europa e nei Paesi occidentali, vittima ed eroe, in quanto si opponesse ad un regime ingiusto. Questa ideologia è oggi rimasta per delegittimare il ceto medio trainante a favore delle minoranze che si pongono in contraddizione con la morale tradizionale occidentale. Questo stadio non è poi così soft; fior di giornalisti hanno perso il posto magari per una battuta. 2) Il bavaglio- Logicamente, un consenso che non si fonda su una larga condivisione ha effetto effimero in quanto, alla lunga, prevale la condivisione, ovvero l'opinione della maggioranza che mal tollera essere messa in secondo piano con personaggi molte volte in mala fede o, francamente, criminali; allora la legge mette il bavaglio, da noi costituito dalla legge Mancino. Con questa legge si impedisce una vera opposizione politica, in quanto ogni volta che si contestano gli effetti della politica di governo, si rischia il carcere e ciò impedisce alla popolazione “non allineata” di fare politica. 3) La legge non è uguale per tutti- E' lo stadio che stiamo attraversando. Sfruttando l'art. 3 della Costituzione, che impone un principio di “uguaglianza sostanziale”, si tende a trattare medesimi reati in modo diverso a seconda di chi li abbia commessi; la legittima difesa viene interpretata restrittivamente, il furto non viene punito se perpetrato da chi sia in “stato di bisogno” e si arriverà a non punire la violenza sessuale se posta in essere da chi abbia più difficoltà di altri ad approcciare una donna. La legge stessa conferisce, da qualche tempo, la possibilità di non punire i reati (lasciando ampia discrezionalità al giudice). L'esempio più chiaro di diseguaglianza si è avuto con il delitto di Fermo; nonostante le testimonianze chi si è difeso è finito in galera, mentre la teste falsa non pare sia stata incrimitata, così come non sono stati individuati ed incriminati tutti quelli che hanno minacciato i testi, tra i quali, pare ci siano, personaggi politici. 4) La violenza- il ladro, ma ogni esempio di soggetto difeso dal politically correct, si convincerà sia un suo diritto rubare o prendersi ciò che vuole e se il derubato si oppone il ladro penserà di avere diritto ad usare la violenza. Questo determinerà una reazione da parte di quella parte di ceto medio che, nel frattempo, sarà stata messa in condizione di non aver più nulla da perdere e sarà guerra civile. 5) La dittatura- La violenza dilaga negli edifici, nelle strade e piazze, e non sarà solo “percepita” come dicono oggi i benpensanti, ma sarà cruda e ben visibile a tutti. Così verrà un “duce” che metterà fine ad ogni conflitto, e sarà acclamato proprio per questo, ma metterà tutti in riga, bianche e neri, e tutte le categorie che, negli ultimi cinquant'anni la politica ha messo l'una contro l'altra e sarà, allora, la fine dell'agonia di questa democrazia malata.

Genova, Italia

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