proteste in Consiglio regionale a Torino

Referendum elettorale, il Piemonte contingenta i tempi. In Lombardia trionfa la maggioranza

A Milano opposizione in fuga, fuori dall'aula. Cappellari: "Risibili", Ceruti: "E loro sono quelli democratici?"

Alfredo Lissoni
Referendum elettorale, il Piemonte contingenta i tempi. In Lombardia trionfa la maggioranza

Il voto nell'aula del Pirellone, ieri a Milano

Ancora polemiche questa mattina, nella seduta del Consiglio regionale del Piemonte, impegnato per il terzo giorno consecutivo sulla proposta della Lega di referendum abrogativo della quota proporzionale prevista dall'attuale legge elettorale nazionale. Conclusa nella seduta notturna di ieri la discussione generale, la conferenza dei capigruppo ha stabilito il contingentamento dei tempi su richiesta della maggioranza per superare l'ostruzionismo delle opposizioni e arrivare all'approvazione del provvedimento. "State usando l'istituzione Piemonte per le finalità politiche della segreteria della Lega, stravolgendo e calpestando il regolamento per assecondare neanche una coalizione ma un solo partito", attacca il presidente del Gruppo consiliare del Pd, Domenico Ravetti. "Avete deciso di umiliare l'opposizione, deteriorando in modo irrimediabili i rapporti", incalza la capogruppo M5S in Regione Piemonte, Francesca Frediani.

Le opposizioni, per protesta, hanno srotolato un lungo striscione con scritto il quesito referendario. Con il contingentamento dei tempi, alle opposizioni restano cinque ore per intervenire. Pd, Luv e M5s erano pronti a presentare oltre 100 emendamenti, ma con il contingentamento non potranno più farlo oltre le 13 di oggi. Come da prassi, la maggioranza ha offerto alle opposizioni la possibilità di cedere parte delle 10 ore di interventi che le spettano, ma non è ancora chiaro se saranno accettate: il Movimento 5 Stelle ha già annunciato il suo rifiuto. L'Aula resta per ora convocata fino alla mezzanotte di domani.

Ed è stato invece un grande successo della maggioranza, ieri, al Pirellone a Milano. Sul Consiglio regionale lombardo pesava l'incognita del voto dei Forzisti (in un primo momento Berlusconi aveva invitato all'astensione, il che corrisponde ad un voto contrario); invece il voto del Centrodestra è stato unanime. Ha commentato il consigliere regionale del Carroccio Alessandra Cappellari, Presidente della Commissione Affari Istituzionali di Palazzo Pirelli e relatrice del testo: “Esprimo viva soddisfazione perché oggi la maggioranza compatta ha dimostrato piena fiducia nell'azione di Governo della legislatura Fontana. Abbiamo ribadito l'importanza di dare voce ai cittadini lombardi che potranno decidere se scegliere il sistema  maggioritario, che in sintesi significa permettere a chi è stato legittimamente eletto dal popolo di governare. Senza dover più assistere a quegli inciuci di governo che trasformano gli alleati di oggi nei nemici di domani”.

“Questo referendum”, ha spiegato Cappellari, “vuole dare maggiore stabilità ai futuri Governi, offrendo la possibilità di una maggioranza che possa rispettare le promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale”. “Spiace vedere che l'opposizione, anziché rendersi conto dell'importanza storica di questo momento, abbia preferito optare per un ridicolo e bambinesco show mediatico, attaccando Salvini e scatenandosi in battutine a base di mojito, salvo poi uscire dall'Aula compatti. Il che mi fa pensare che o non hanno argomenti o che, magari divisi al loro interno, hanno preferito darsi alla fuga. In ogni caso, hanno dato un pessimo spettacolo ed hanno dimostrato solo un assoluto disprezzo per la volontà dei cittadini”, continua il consigliere leghista.

L'opposizione Pd-M5S era difatti uscita dall'Aula. “I giallorossi al Governo”, conclude Cappellari, “si sono dedicati a modificare la legge elettorale solo per restare saldi alla poltrona, uno sport nel quale si sono dimostrati imbattibili. È evidente che il Governo Pd-M5S, a Roma come a Milano, non intenda sottoporsi al giudizio dei cittadini. Ed è risibile che proprio il Pd ed il M5S, che tanto si riempiono la bocca in tv e nelle piazze di termini quali “democrazia” e “volontà popolare”, abbiano poi la faccia tosta di leggere negativamente proprio la richiesta di espressione da parte del popolo. La Lega invece, come sempre, dimostra  coerenza, responsabilità e coraggio. E soprattutto, di stare dalla parte dei cittadini e non delle poltrone”.

"In Consiglio Regionale abbiamo discusso della proposta di referendum popolare per scegliere tra sistema proporzionale o maggioritario. Provvedimento passato all'unanimità", ha commentato un'altra leghista, il consigliere Francesca Ceruti, bresciana, che in Aula si è lanciata in un appassionato ed apprezzato discorso, che ha stigmatizzato il comportamento delle opposizioni. "Come Lega abbiamo fortemente voluto e sostenuto questo provvedimento che rimette al centro i cittadini nella elezione del governo eliminando rischi di ingovernabilità e quindi di governi tecnici non eletti. Non solo è stata data voce agli elettori ma esce una fotografia di un Centrodestra forte e compatto. Altro dato importante, la minoranza Pd-5Stelle è uscita dall'aula e non ha accettato il confronto. E loro sono quelli democratici. Dimenticavo....loro non sono abituati ad interpellare il popolo!".
 

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