il club delle galassie / 1

The Watchers, il Quadrante degli alieni

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

The Watchers, il Quadrante degli alieni

Da sinistra a destra: Ronald Bracewell, un Watcher, un Klingon, Mario Borghezio

Il fenomeno UFO è oramai una realtà indiscutibile. Negli anni Settanta lo scienziato Jacques Vallée, informatico ed astronomo che si occupava del tema, catalogò circa centomila casi non spiegabili. Oggi, grazie ad Internet ed alla facilità con cui gli ufologi possono tenersi in contatto e scambiarsi informazioni, quei casi sono diventati un milione. Ed hanno finito per coprire tutte le aree geografiche del globo, grazie ad esempio dei contributi di Sun shi-li in Cina, di Cynthia Hind in Sudafrica, di Haktan Akdogan in Turchia, di Barry Chamish in Israele, di Jaime Maussan in Messico e via dicendo.


E uno dei dati ricorrenti che emerge dalla casistica dei cosiddetti "Incontri ravvicinati del terzo tipo" (come li chiamava l'astronomo USA Joseph Allen Hynek, ispiratore dell'omonimo film di Steven Spielberg) è che questi mondi lontani sarebbero federati. O federalisti che dir si voglia. Piaccia o meno questa constatazione ai radical-chic nostrani. Una volta, nel corso di una trasmissione sulla tv ecclesiastica Canale Italia, l'europarlamentare Mario Borghezio - uno fra i pochi ad occuparsi seriamente dell'argomento, nel mondo della politica - al conduttore che ironicamente gli chiedeva se gli alieni fossero leghisti, rispose stando al gioco: "Certo che sì. Sono verdi, sono lavoratori, hanno le fabbriche...". Ma quella che fu una battuta potrebbe essere ben più vicina alla realtà di quanto non si creda.


L'idea di una "Federazione dei pianeti", ove peraltro ognuno è padrone a casa propria, fa tanto Star Trek. Ma pochi sanno che quell'idea Gene Roddenberry, lo sceneggiatore del celebre serial di fantascienza, non se la inventò. Un  giorno convocò una serie di persone che sostenevano di avere avuto incontri con gli alieni (contatti o rapimenti) e chiese loro cosa avesse rivelato E.T. Fra tante storie sconclusionate, un dato era però stranamente comune a tutte le esperienze: l'esistenza di una sorta di federazione di mondi pacifici ed un impero aggressivo ed ostile. Da lì Roddenberry ricavo l'idea della Federazione unita dei pianeti e dell'impero Klingon. Ma, fantascienza a parte, la tesi dei "leghisti cosmici" fu veicolata per primo in ambito accademico da uno scienziato di tutto rispetto: Ronald Bracewell, ingegnere australiano con specializzazioni in fisica, matematica e astronomia e cattedre alle Università di Stanford, Cambridge, Sydney e Berkeley, nonché uno dei padri del SETI, la ricerca di segnali alieni attraverso strumentazioni radio.


Fu Bracewell ad ipotizzare, nell'omonimo libro del 1974 (e comunque 8 anni dopo Star Trek), l'esistenza di un "club delle galassie" che, viste le insormontabili distanze stellari, collaborasse da mondo a mondo rilanciando i messaggi alieni da un pianeta all'altro. L'aspetto interessante è che sempre Star Trek avanzava l'ipotesi dell'universo diviso in quadranti (tesi particolarmente esplorata in Star Trek Voyager). Quest'idea, sempre ufologica, compare "curiosamente" già in un vangelo "apocrifo" (vale a dire non riconosciuto come canonico ed ortodosso dal Vaticano) attribuito a Valentino, gnostico (seguace cioè della "conoscenza segreta") discepolo di quel Simon Mago che secondo la tradizione biblica si sarebbe opposto a S. Pietro.


Questioni teologiche a parte, nel vangelo di questo dotto filosofo egiziano, vissuto tra il 135 ed il 165 d.C., c'è un riferimento "spaziale" che fa saltare sulla sedia gli ufologi, che ritengono che tale conoscenza venisse dagli alieni: il fatto, inconcepibile per l'epoca in cui si credeva largamente che la Terra fosse piatta (Aristotele a parte), che l'universo fosse diviso "in 365 parti", ognuna delle quali controllata da un "angelo" detto "Vegliante", cioè sorvegliante. Curiosamente il termine è lo stesso con cui centinaia di sedicenti rapiti dagli UFO, tra il 1986 ed il 1999, in tutto il mondo e senza nulla conoscere di teologie perdute, hanno indicato una ben specifica tipologia di alieni, i Grigi, presentatisi con il nome di "the Watchers". I veglianti, appunto. I custodi - buoni o cattivi - della Federazione...

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