"È evidente che dobbiamo proteggerci"

Il vescovo ungherese Márfi: "L'ideologia musulmana incompatibile con la nostra"

"Noi non possiamo guardare le loro donne, ma loro possono violentare le non musulmane perché piace ad Allah. Come si fa a sostenere una cosa del genere?"

Redazione
Il vescovo ungherese Gyula Márfi: "L'ideologia musulmana incompatibile con la nostra"

Gyula Márfi

Sono tempi bui per i cristiani in tutta Europa, come dimostrato nel periodo pasquale da poco trascorso. In due città simbolo del continente, Londra e Parigi, i terroristi hanno funestato un momento che dovrebbe essere di pace con due attentati. A Roma, capitale del cristianesimo, è necessario difendere i luoghi simbolo della religione cattolica con mezzi militari e uomini armati per le strade e nelle piazze, esponendo le forze dell'ordine a grandi rischi perché potrebbero pagare a caro prezzo la sete di morte degli integralisti islamici, che hanno ingaggiato una vera e propria guerra santa contro l'Occidente e tutto ciò che lo rappresenta. Gyula Márfi, vescovo della città ungherese di Veszprém, ha ribadito pochi giorni fa in un'intervista al portale d'informazione Pesti Srácok che la storia si ripete e che stiamo vivendo un nuovo periodo di persecuzione contro i cristiani. Secondo il prelato magiaro, gli ultra liberali europei stanno portando un attacco ai nostri valori e perciò l'Europa è in crisi, ma l'insegnamento da trarre dalla Pasqua è che la resurrezione vince sulla morte. Ecco una traduzione dell'intervista.

Quest'anno la settimana Santa e la Pasqua sono state particolari ed è come se tutta Europa le avesse attese con paura. A distanza di pochi giorni, due attentati dei terroristi islamici. Come valuta l'aver dovuto vivere questa festa all'ombra del terrorismo e nel timore di attacchi da parte degli estremisti?

Siamo di nuovo al punto che il Venerdì Santo e la Pasqua si fondono insieme. Anche la nascita di Gesù non è stata una gioia priva di turbamenti, perché in quel periodo la Sacra Famiglia si trovava in esilio e stava fuggendo in Egitto. La vera gioia non si collega solo alla comodità e alla sicurezza esterna, quella nel senso più stretto, ma spesso è in relazione con il peso della croce da portare, la sofferenza e la persecuzione. In questo periodo, l'Europa sta vivendo nella paura. Ci sono uomini armati a difesa delle piazze e delle chiese, anche a Roma. Non per nulla, visto che quasi ogni giorno si hanno notizie di attacchi terroristici. Per noi cristiani, comunque, Pasqua rimane sempre Pasqua. Sappiamo che la nostra festa più sacra viene preceduta dal Venerdì Santo, la dolorosa morte di Gesù sulla croce. Ora viviamo queste due cose insieme. Ciò che ci dà speranza è che l'ultima parola è la resurrezione e non la morte.

Possiamo affermare che attualmente sia in corso una persecuzione contro i cristiani?

Fin da quando Gesù è nato, in pratica i cristiani sono sempre stati perseguitati in qualche parte del mondo. In Giappone, in Vietnam, nel Messico, più di recente nel Medio Oriente e in Africa. I membri della setta musulmana "mulanje" negli ultimi 3-4 mesi hanno bruciato vivi più di 500 cristiani. Oggigiorno ogni quattro minuti viene ammazzato un cristiano ed il colpevole, non sempre ma nella maggior parte dei casi, è musulmano. Ma la mattanza dei cristiani esiste anche in India, che era famosa per la sua tolleranza. Sono entrati nel seminario di un vescovo indiano durante l'adorazione, mentre alcuni preti e sacerdoti stavano pregando. Molti di loro sono stati uccisi. Ma il seminario non ha cessato di esistere nonostante la speranza dei persecutori, anzi è diventato un luogo di pellegrinaggio. In Europa sembra che il cristianesimo sia in una crisi totale. Per questo arrivano i musulmani e gli immigrati, non certo per le guerre o per le catastrofi naturali. Quelle sono solo una causa secondaria. In Europa la fede si è indebolita ed un'ideologia più forte riesce a trovare terreno fertile più facilmente nel vuoto, prende il posto della fede cristiana. Questo sta accadendo attualmente intorno a noi, in tutto il continente. Nel frattempo in America, in Africa e anche in Asia le il numero di persone che aderiscono al cristianesimo non diminuisce ma anzi cresce, questo vuol dire che c’è speranza e che la situazione non è così drammatica.

Cosa ne pensa del fatto che l'Unione Europea vorrebbe costringere per legge tutti gli Stati membri ad accettare quote obbligatorie di immigrati, la maggior parte dei quali sono pronti a soggiogarci in nome della propria religione, cancellando la nostra?

Solo i Paesi del Gruppo di Visegrád, ossia Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, sono rimasti luoghi nei quali si possono celebrare i nostri riti davvero in pace. Il pensiero ultra liberale si rivela molto dannoso, ed è evidente come alla fine si unisca con quello ultra conservatore. Ultra liberali e ultra conservatori adesso portano un attacco congiunto al Cristianesimo. È incomprensibile come coloro che parlano continuamente della libertà, nel frattempo facciano propaganda all'immigrazione. Noi veniamo criticati, perché non consentiamo a tutti di entrare nel nostro Paese; ma l'ideologia musulmana è assolutamente incompatibile con la nostra. Se io oso alzare lo sguardo su una donna musulmana mi danno un ceffone, o magari mi arriva una coltellata nella schiena. Mentre loro possono violentare una donna kafir, cioè non musulmana, senza dover provare nessun rimorso. Perché secondo la loro percezione questo è un atto che piace ad Allah. Come si fa a sostenere una cosa del genere? Una persona liberale non si spaventa di questo? E dove è la libertà di religione a questo punto? Dove è l'uguaglianza o la parità di diritti tra uomini e donne nell'Islam? I liberali che lottano per questa uguaglianza, come fanno ad appoggiare un'ideologia che non riconosce assolutamente questo e la sua diffusione da noi? Io ci provo in tutti i modi, ma non riesco a capirlo. Gesù ci ha insegnato ad amare i nostri nemici. Ma chi è colui che ama i suoi nemici? Chi è che riesce a ripetere le parole di Gesù dicendo "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno"? Oggi è molto difficile da sopportare e da accettare questo comandamento. Va bene che non vogliamo male ai lupi, ma non possiamo consentire loro di mischiarsi alle pecore. È evidente che dobbiamo proteggerci. Dobbiamo mettere in atto le precauzioni necessarie, senza avere alcun timore di farlo.

Anche se in Ungheria non ci sono immigrati e terroristi, la situazione non è stata molto pacifica durante le feste. Ogni giorno decine di migliaia di persone sono scese in piazza a manifestare per un'università straniera, contro una legge che chiede il rispetto del diritto nazionale, solo perché questo non è compatibile con la loro mentalità liberale. Sembra quasi che non sappiano nemmeno contro cosa manifestano, ma hanno continuato a farlo anche a Pasqua, quando milioni di persone pensavano a festeggiare. Che atmosfera ha avuto in questo modo la festa?

Ai miei occhi queste persone non sono liberali, e neanche "illiberali" come usa dire il nostro primo ministro. Il liberale è una persona normale, e lo sono anche io perché non vorrei mai vivere in nessuna dittatura, né in quella comunista e né in quella musulmana. Queste persone sono ormai ultraliberali. La parola "libertà" di per sé è un concetto positivo. Ma la chiave per godere di ciò che è buono, è che dobbiamo permettercelo con moderazione. Ci vuole la libertà, ma non così tanta come quella che vorrebbero i manifestanti. In precedenza hanno anche protestato perché le normative non permettevano agli studenti che avevano frequentato l'università qui, di trasferirsi all'estero immediatamente. Non ci pensano a quanto la loro istruzione sia costata allo Stato ungherese. Dovrebbe essere considerata come una questione d'onore, quella di capitalizzare almeno per un po' le conoscenze acquisite in Ungheria: insegnare ai bambini ungheresi, curare i pazienti ungheresi, costruire strade ungheresi e lavorare nelle fabbriche ungheresi. Sarebbe il caso di spiegare a questi ragazzi, con parole semplici che possano comprendere anche dei bambini, che non va bene protestare conto tutto. Bisogna ragionare sul senso delle singole leggi. Questo tipo di libertà che vogliono loro, in cui tutto è permesso, è chiaramente un'ideologia distruttiva. Di una scuola nella quale si insegna questo, dove viene promosso questo, non si può dire che sia buona, che crei dei valori. La libertà ed il libertinaggio sono due cose diverse. Anche l'idea di comunità va bene finché non diventa comunismo. Né il comunismo né la libertà eccessiva vanno bene. Confondere la libertà con il libertinaggio, la comunità con il comunismo è una tragedia. Ma nonostante ciò ribadisco che un buon cristiano deve sopportare tutte queste persone senza adottare i loro metodi. Dobbiamo credere e sperare che, dopo tutto questo male, succederà qualcosa e finalmente arriverà il momento di una rinnovata sobrietà.

(Si ringraziano Andras Kovacs e Manuela Giovannoni per la collaborazione)

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