quel regalo a coldiretti...

L'ultima del Governo: "Sterminare i lupi in Trentino". Marchesini: "Così danneggiate l'ecosistema"

La SIUA: "La presenza del lupo è fattore che determina il riequilibrio del territorio"; l'Enpa: "Il Ministero non dovrebbe sponsorizzare uccisioni e abbattimenti"

Alfredo Lissoni
L'ultima del Governo: "Sterminare i lupi in Trentino".  Marchesini: "Danneggiate l'ecosistema"

Da un Governo che lascia i terremotati a morire di freddo sotto le tende non ci si può aspettare che abbia riguardo per gli animali. Ma che adesso voglia far fuori i lupi in Trentino, con il pretesto che questa specie, già in passato a rischio estinzione per colpa dell'uomo e che si avvicina alle case solo perché l'uomo ha distrutto l'habitat natural in cui viveva, cementando e disboscando, ci fa dire che la misura è colma.

E protesta anche Roberto Marchesini, fondatore della Scuola Interazione Uomo Animale (SIUA) e direttore del Centro Studi Filosofia post-umanista di Bologna. Che dichiara: "Le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, devono condurci a elaborare una riflessione sul ruolo centrale del lupo nella salvaguardia dell’ecosistema. Tantissimi studi dimostrano che la presenza del lupo è un fattore che determina l’equilibrio e il riequilibrio del territorio. Il Piano Lupo si presenta insensato dal punto di vista etnografico perché è impossibile attuare una caccia selettiva nei confronti del lupo analoga a quella di animali erbivori. Inoltre, compromette i miglioramenti che ci sono stati negli ultimi 46 anni rispetto alla tutela del lupo e quindi alla tutela dell’ambiente".


"Il lupo è, infatti, una specie di importanza fondamentale per tre serie di ragioni: la prima riguarda la solidità ambientale dell’Appennino, un ambiente che richiede una forte stabilità", prosegue Marchesini. "Se quest’ultima viene meno, il territorio diviene molto più vulnerabile rispetto a frane, slavine e dissesti idrogeologici. Optare per una logica di equilibrio ecologico di ambienti particolari, come può essere l’ambiente appenninico già martoriato da disboscamenti, sommovimenti tellurici e quant’altro, sarebbe centrale.  In secondo luogo, il lupo contiene determinate specie: il suo abbattimento comporterà l’aumento di queste altre specie e si reputeranno necessarie altre misure di abbattimento. In questo modo, assecondiamo i dettati, gli interessi, di quella che è la lobby della caccia. L’affermazione, da parte di un Ministro dell’Ambiente, 'se non facciamo questo (l’abbattimento), il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori', è inaccettabile".


Conclude Marchesini: "Dovremmo, inoltre, riflettere sui provvedimenti del Ministero dell’Ambiente. Pensiamo al modo disastroso in cui sono state gestite la questione degli orsi in Trentino, la difesa del territorio e la difesa del patrimonio eco-sistemico d’Italia. Un tempo, gli allevatori e i contadini, si difendevano dal lupo in maniera molto semplice, attraverso cani come quelli della razza maremmana abruzzese, che hanno la capacità di mantenere il lupo nell’ambito silvestre. Del resto, il lupo è un animale particolarmente schivo che non entra mai in rotta di collisione con gli ambienti popolati dall’essere umano, se non in maniera saltuaria, e se accadesse, basterebbe lavorare con il maremmano abruzzese. In conclusione, ritengo l’accaduto una dimostrazione di scarsa cultura ecologica, di scarso rispetto per l’ambiente e di zero rispetto per gli animali".


Cosa ci sia dietro agli abbattimenti è facile intuirlo, quando si scopre che la richiesta arriva da Coldiretti, principale sponsor del Governo Renzi. Che ieri ha spinto anche l'Enpa a scendere in campo, lanciando, attraverso i propri canali Facebook e Twitter, un "mail bombing" (invio massiccio di email di protesta) per dire no all'abbattimento controllato dei lupi, che dovrebbe essere approvato il 2 febbraio prossimo dalla Conferenza Stato-Regioni. "La protesta di Enpa", si legge in un comunicato, "è diretta, in particolare, contro il Ministro dell'Ambiente e contro l'associazione agricola Coldiretti, soggetti ai quali deve essere ricondotta la paternità della deroga". Secondo Enpa, "il titolare del dicastero dell'Ambiente, in ossequio alle proprie prerogative istituzionali, dovrebbe tutelare la biodiversità, non certo sponsorizzare uccisioni e abbattimenti, e dovrebbe anche confrontarsi con tutti i portatori di interessi, associazioni animaliste comprese, e non soltanto con gli allevatori".


"Con buona pace di Coldiretti, per evitare le predazioni sarebbe sufficiente predisporre idonei ricoveri per gli animali. Le fucilate non sono solo inutili, sono anche pericolose, soprattutto in un Paese come il nostro, dove la piaga del bracconaggio rappresenta una grave emergenza ancora irrisolta", conclude l'Enpa. Per inciso, il lupo è anche il simbolo del Populista. Non è che...?

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