notabili note

Si può votare ora: lo si faccia

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Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

Si può votare ora: lo si faccia

Foto ANSA

La Corte costituzionale ha modificato la legge per l'elezione della Camera dei Deputati, detta "Italicum". Bloccato il ballottaggio, via libera al premio di maggioranza e dichiarata illegittima la disposizione dell’Italicum che consentiva al capolista bloccato eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione.

La Consulta ha altresì sancito che "all'esito della sentenza, la legge è suscettibile di immediata applicazione", e per questa ragione il M5S, La Lega, i Fratelli d'Italia ed anche renziani del PD si sono messi a richiedere a gran voce il voto subito. Devo dire che la cosa che meno mi andava dell'Italicum, vale a dire l'assegnazione del premio di maggioranza al partito vincitore al ballottaggio indipendentemente dal numero di voti conseguiti, è stata opportunamente eliminata, lasciando nel testo solamente quella molto ipotetica assegnazione del premio alla formazione che raggiunga il 40% di voti al primo turno cui assennatamente nessun segretario di partito italiano può puntare.

Lo fa Grillo, com'era prevedibile, visto che a guidarlo è il velleitarismo e non il senno. La parola agli italiani, allora. Sono d'accordo. Prima possibile. Vorrei dire anche a Forza Italia di darsi una mossa, la storia non aspetta, ed ogni popolo, l'italiano incluso, segue la storia. Un tempo si diceva che il popolo la fa. Ed è lì che dobbiamo tornare. A presto. 

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