non cascateci!

Se il rapper a Sanremo non è avanguardia ma recessione

Il cantante con la maschera antigas foderata di marchi di lusso non rappresenta affatto una ventata di rottura dell'ingessato palinsesto sanremese

Helmut Leftbuster
Se il rapper a Sanremo non è avanguardia ma recessione

Anche voi marinettiani e ribellisti che inneggiate da sempre alle avanguardie, alla libertà di espressione, ai gusti forti, non cascateci: il rapper che va a Sanremo con la maschera antigas foderata di marchi di lusso non rappresenta affatto una ventata di rottura dell'ingessato palinsesto sanremese; rappresenta solo le regressive istanze globaliste studiate a tavolino dalla propaganda del Pensiero unico, delle quali la musica rap è conclamata colonna sonora. Il fatto stesso che i globalisti vogliano quel tizio sul palco dell'Ariston nonostante l'orrore dei testi che propone (nel silenzio di Sardine e femministe), non è l'eccezione alla regola, è La regola.

La musica occidentale ha sempre avuto le sue avanguardie estreme: musica dodecafonica, heavy metal, punk. Ebbene come mai nessun ideologo “progressista” si è mai impegnato per sdoganare a Sanremo generi estremi pur così amati dai giovani? Perché, nei decenni scorsi, non hanno mai accettato cantanti metal, il secondo genere per apprezzamento giovanile dopo la Disco? Perché non hanno mai invitato come ospiti internazionali band come i Black Sabbath (un nome su tutti), in campo da oltre mezzo secolo?

Ebbene, non è successo perché tale “estremismo” sarebbe stata una “pericolosa” conferma di estetiche occidentali e di poetica dantesca per nulla proficua al lavaggio del cervello multiculturalista funzionale a sradicarci dai millenni che ci precedono: quel mix di esoticherie tribali e a basso costo con cui vogliono sostituire Dante come Wagner, come i Rolling Stones.

Naturalmente vi racconteranno di non aver mai voluto i Black Sabbath a Sanremo perché vestivano di nero, grondavano di croci e il cantante mangiava pipistrelli. Però vi impongono un tizio che nemmeno mostra il volto (perché il globalismo è occultamento etnico e morfologico); predica il lusso (perché il mercantilismo spinge a sgomitare e fottere il concittadino per fare la bella vita a sbafo del welfare); predica stupri e violenza metropolitana perché le regressive istanze mondialiste puntano al caos sociale e a creare una società monocolore prona ai dettami di un Credo da sempre oppositivo al nostro. Un Credo che, in tutto il mondo, ha per colonna sonora proprio la “musica” rap.  

 

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