Contro il Jobs Act

Francia, gli operai bloccano le raffinerie: "Non vogliamo fare la fine dell'Italia"

Proseguono le proteste per la riforma del lavoro: 20mila manifestanti in piazza a Parigi, governo nel caos. Il premier Valls: "Modifiche possibili"

Redazione
Francia, gli operai bloccano le raffinerie: "Non vogliamo fare la fine dell'Italia"

Manifestazione a Parigi contro il Jobs Act francese. Foto ANSA

Francia paralizzata dalle proteste di piazza: a pochi giorni dall'inizio degli europei di calcio, già problematici per il pericolo di attacchi terroristici, scarseggiano i rifornimenti di cibo a negozi e supermercati, mentre molte pompe di benzina sono già chiuse a causa del blocco delle raffinerie. La riforma del lavoro che somiglia tanto al "Jobs Act" renziano ha provocato nuovi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Parigi e incidenti in varie città, da Nantes a Bordeaux. La prossima settimana si fermano metro e bus nella capitale oltre all'aviazione civile, da ieri è sciopero anche in 19 centrali nucleari. Secondo un sondaggio realizzato dall'Istituto Elabe per Bfm-Tv, 7 francesi su dieci vorrebbero il ritiro della contestata legge. Il governo appare confuso: da una parte il premier Manuel Valls a Bmf-Tv dice che il ritiro della riforma "non è possibile", ma ammette che "possiamo sempre apportare delle modifiche, dei miglioramenti" escludendo interventi sull'articolo 2, il punto più controverso perché prevede di far prevalere gli accordi aziendali su quelli di categoria per ferie e orari di lavoro; il ministro delle Finanze Michel Sapin, intervistato a una radio, sostiene invece che "forse bisognerà ritoccare l'articolo 2 su alcuni punti", cioè l'esatto contrario.

Pochi giorni fa la Cgt, il principale sindacato francese, aveva lanciato un appello al personale di Edf – il colosso energetico della Francia – per bloccare o rallentare la produzione nelle centrali nucleari. "Non credete a questa menzogna del progresso! Vi siete fatti fregare, voi italiani. Non faremo lo stesso. Questa legge sulla flessibilità del lavoro è un ritorno al passato, vogliono togliere di mezzo il sindacato e disporre dei lavoratori a piacimento. Lo chiamano futuro, ma è una nuova forma di schiavitù". - Così Roger Lamur, segretario generale della Cgt per il distretto di Bouches du Rhône, in un'intervista a La Stampa - "Ci hanno costretti a rifugiarci nella sede del sindacato. Sembrava un assedio. Hanno bloccato tutte le uscite. Ci hanno tenuti prigionieri per due ore. E questa la chiamano democrazia!" con queste parole racconta l'intervento deciso dal governo contro cinquecento metalmeccanici, chimici e portuali di Fos-sur-Mer, che da 24 ore impedivano ai camion di uscire dal deposito per andare a distribuire il carburante. La televisione trasmette in continuazione la mappa dei benzinai rimasti a secco e le code di automobilisti mentre dall'ufficio di Lamur si possono vedere in faccia i poliziotti chiamati a presidiare la zona e la rotonda che divide il deposito della Total dalla sede del sindacato: "Erano le quattro e mezza del mattino quando sono arrivati con elicotteri, droni, cannoni ad acqua. Era ancora buio. Non hanno detto nulla e hanno iniziato a sparare. Sembrava la guerra".

Il clima resta molto pesante in tutto il paese: la penuria di carburante, dopo Nantes, Rennes e Le Havre, si avverte anche a Parigi. Francis Duseux, presidente dell'Unione industrie petrolifere, sostiene che da due giorni sono intaccati gli stock di riserva. Ai microfoni di Rmc, Duseux ha parlato di "situazione tesa" alla quale "contribuiscono anche i consumatori" i quali, presi dal panico di restare a secco, hanno aumentato i consumi medi di tre-cinque volte. Attualmente un benzinaio su tre lamenta una penuria parziale o totale, inclusi quelli di Parigi, dove c'è chi è rimasto anche un'ora in fila per fare il pieno. Al caos benzina si aggiunge anche lo sciopero di due giorni indetto dai ferrovieri, che incroceranno le braccia anche dal 31 maggio; atteso invece per il 2 giugno lo sciopero "illimitato" di metro e bus, a cui seguirà dal giorno dopo quello dell'aviazione civile, il tutto a pochi giorni dal fischio d'inizio di Euro 2016.

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