l'intervista fuori controllo

Marò, Capuozzo: "Sacrificati per gli interessi di Finmeccanica"

L’India restituisce il secondo fuciliere, ma le responsabilità italiane non si cancellano. Toni Capuozzo: “Immolati sull’altare degli interessi di Finmeccanica, della debolezza economica italiana, dell’incertezza dei tre governi che si sono succeduti”

Pier Luigi Pellegrin
Marò: Capuozzo: "Sacrificati per gli interessi di Finmeccanica"

Un rientro, quello di Salvatore Girone, atteso anche dal noto giornalista e scrittore Toni Capuozzo, che da molti tempo si è speso per la causa in prima persona, promuovendo incontri, dibattiti, confronti e scrivendo il suo ultimo libro proprio su questa vicenda Il mistero dei marò. Per il giornalista friulano è piuttosto chiaro a chi attribuire il merito di questa bella notizia: “La Corte arbitrale dell’Aja", commenta, "ha aperto la strada al ritorno di Girone. Alla Corte suprema indiana non è rimasto che porre il proprio nulla osta. C’era qualche timore in quanto la Corte indiana era in ferie, ma chi l’ha sostituita ha saputo rispettare i tempi previsti”.


Il tempo è proprio l’elemento che non torna in tutta questa faccenda. “Anche se in questo momento sono felice", ci spiega Capuozzo, "non posso dimenticare che tutto quanto accade oggi avviene almeno con tre anni di ritardo”. Proprio per questo motivo non si devono ignorare le numerose inadempienze dello Stato italiano. “Adesso tutti stanno salendo sul carro", prosegue lo scrittore, "appuntandosi al petto medaglie per le quali non hanno alcun titolo. Ma prima di oggi ci sono stati quattro anni di demeriti collettivi delle istituzioni, ai loro livelli più alti. Non scordiamoci che i due marò sono stati ricevuti, in uno dei loro permessi, dall’allora presidente Giorgio Napolitano, Massimiliano Latorre anche da Sergio Mattarella. Non è strano che la più alta carica dello Stato abbia ricevuto dei militari se non vi fosse stata la certezza della loro innocenza? No, questi due presidenti sapevano che Girone e Latorre erano innocenti, ma sapevano pure, pertanto, che è stata sacrificata non soltanto la libertà dei due militari, ma anche la loro dignità, poiché l’accusa di aver ucciso degli inermi pescatori è infamante, vergognosa per due soldati professionisti".


"Il Quirinale, quindi, sapeva che i nostri fucilieri sono stati sacrificati sull’altare degli interessi di Finmeccanica, della debolezza diplomatica dell’italia, dell’incertezza dei tre governi che si sono succeduti in questi anni. Anche l’attuale governo Renzi ha perso almeno un anno prima di chiedere l’arbitrato”. Il lavoro di Capuozzo non è però terminato: “Adesso bisogna fare in modo che un tribunale, uno qualsiasi, anche indiano, stabilisca l’innocenza di Latorre e Girone. Ci sono elementi molto evidenti, prove che dimostrano come ai due marò siano state attribuite colpe non loro. Colpe, forse della stessa guardia costiera indiana”. La verità sui marò, insomma, non deve fermarsi oggi.

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