Cane e gatto due stili a confronto

Un fine ritratto etologico-filosofico ma anche storico e scanzonato dei nostri due pet d'elezione

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Un fine ritratto etologico-filosofico ma anche storico e scanzonato dei nostri due pet d'elezione

Dopo aver letto questa nuova opera dell'etologo Roberto Marchesini Cane e gatto, due stili a confronto, ci accorgeremo di osservare i nostri animali domestici, i nostri compagni di vita a quattro zampe, in un modo completamente diverso ma decisamente più onnicomprensivo. E già nella premessa si comprende come sia veramente improponibile ed impossibile scegliere chi prediligere tra cane e gatto, in quanto si tratta del vivere due esperienze dirette, ma entrambe in grado di offrirci un frammento di universo che altrimenti ci sarebbe precluso.


Perché, come asserisce l'autore, "la relazione con il cane e con il gatto fa sperimentare dimensioni esistenziali irraggiungibili"; vissuti a volte antitetici nelle loro epifanie che però aprono scenari immaginativi che interrogano la stessa nostra condizione umana. Eccoci dunque di fronte al cane emblema vivente della relazione, della condivisione, e della partecipazione e dall'altra il gatto determinato dal suo imperativo categorico riflessivo che lo spinge ad essere solitario, nume tutelare della casa ma altresì una commistione tra calma ed improvvisa interattività.


Cane e gatto, dunque due maschere etologiche affascinanti, inconfrontabili per i loro retaggi filogenetici, ma nel contempo così accostabili da riuscire a coglierne con stupore e divertimento i loro caratteri;
mentre il cane ti fissa continuamente con i suoi occhi pungenti ed il suo nasetto sempre pronto a percepirti, presenza quasi ingombrante ed aggregante, il gatto ti ascolta attento con le orecchie a radar e con il suo sfiorare così inglobante, si declina in una presenza-assenza altalenante. Porli dunque a confronto, come asserisce l'autore, potrebbe essere un gioco quasi paradossale, sempre tenendo presente, tuttavia, che non esiste una unica tipologia di cane o di gatto, bensì una molteplicità di profili individuali con caratteristiche singolari molto marcate.

In tal modo potremo così scoprire nuovi dettagli nella nostra relazione con loro che ci saranno utili per diminuire le incomprensioni, per imparare i termini etologici della nostra relazione con loro, per sfatare pregiudizi e finalmente per farci desistere dal considerarli dei compensatori di deficit affettivi o scipiti interpreti di ruoli surrogati.

Questa antropomorfizzazione (desunta anche da favole e cartoni animati disneyani) ci impedisce talvolta di considerare il gatto e il cane nelle loro specificità che devono essere esaudite e comprese, per rispettarne la loro precipua personalità. Se dunque è comprensibile un pizzico di umanizzazione, se non fosse altro per l'appartenenza comune alla classe dei mammiferi, dobbiamo concedere loro spazi di espressione ed idealità confacenti al loro stesso essere.

In tal modo diventa importante "conoscere per saper ospitare" e finalmente accorgersi che questa accoglienza di "un altro non umano", significa anche reinterpretare non solo noi stessi ma anche la nostra dimora secondo le sue coordinate di specie. il prof. Marchesini dunque ci insegna a costruire questa interazione nel modo adeguato con il cane abituato alla consuetudine e con il gatto che necessita di una maggiore autonomia; con il cane occorre infatti essere attenti e diligenti, con il gatto fantasiosi e metodici sempre sottolineando come tutto ciò richieda una grande disponibilità per giungere a selezionare dei parametri di modus vivendi che consentano ai nostri pet il loro benessere fisico ed anche psicofisico. 


Insomma scoprire e concedere i fattori di well-being ossia quegli elementi che rendono la vita di un individuo in linea con le sue aspettative di libertà e felicità. Perché in fondo, ciò che è basilare è non scordare mai che quel cane e quel gatto sono individui con una loro storia personale che influenza le loro capacità adattive, in cui la felinità e la caninità si sono esplicate in un profilo unico e peculiare. Convivere con la felinità si estrinseca nel vivere con una creatura i cui occhi ti seguono in continuazione e la cui affettività travolgente si esplica nelle scorribande diurne, mentre convivere con felinità significa dividere i propri spazi con uno strano folletto furtivo, mix di assonnatezza ed impeto nocticulo.

Uno stare al mondo completamente diverso che concerta un habitus di osservazione che ci inonda di vitalità motivazionale, e che ci offre quella ritmica di spazi in cui entrambi, pet ed umani ci confrontiamo. "Ospitare un gatto o un cane", dice l'autore, " significa pertanto riscoprire parti di sé remote, che credevamo superate, è un po' come rianimarle nella cenere ancora ardente nel nostro inconscio". Mettiamoci dunque in ascolto, usiamo un metodo per così dire fenomenologico, e finalmente scorgeremo molto sui nostri amici a quattrozampe: magari inventando similitudini giocose che esaltino la loro diversità, ci avvediamo che se il cane fosse uno sportivo di atletica sarebbe un maratoneta, mentre il gatto un centometrista, o che se il cane fosse un auto sarebbe una jeep ed il gatto un automobile di Formula 1. Dunque due relazioni con il gatto ed il cane, che si dipanano nel segno della convivialità per il primo e nella libertà di partecipazione per il secondo.

In conclusione, è proprio lo stile cognitivo che brilla di diversa luce nei due animali; il gatto è una presenza ctonia mimetica e silenziosa, il cane è una presenza incessante, sempre desideroso di condividere i nostri spazi. Ed è proprio questa diversità di stile che diventa il regalo più importante che ci viene donato per comprendere la forza della diversità, una fonte inesauribile di propedeutica e di psicologia alle quali l' essere umano si è sempre riferito.

"Cane e gatto, due stili a confronto", un trait d'union fondamentale per interrogarsi su una comunicazione interspecie, e soprattutto per creare un sodalizio d'amicizia e di rispetto reciproci arricchentì e preziosi per tutti.


Roberto Marchesini: Cane e gatto , due stili a confronto, Apeiron edizioni

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