intervista a fabio sapettini

Il Donald Trump Italian Fan Club: "L'Italia? Sia mediatrice con la Federazione Russia"

Fabio Sapettini, 27 anni, responsabile del Donald Trump Italian Fan Club. Grande appassionato ed esperto di geopolitica e politica estera, oltre a essere uno degli animatori del fan club italiano di Trump fa anche attivamente parte del think tank geopolitico Giano Bifronte e del progetto culturale e giornalistico Azione Culturale

Andrea Tabacchini
Il Donald Trump Italian Fan Club: "L'Italia? Sia mediatrice con  la Federazione Russia"

Come e quando nasce il Donald Trump Italian Fan Club?

L’idea di aprire un fan club è nata la scorsa primavera, subito dopo che abbiamo maturato un’opinione a riguardo dei due maggiori candidati alle presidenziali americane. L’obiettivo è stato fin dall’inizio il supporto al candidato anti-establishment, puntualmente bersagliato dai media collusi con gli interessi democratici. A onore del vero, se da un lato Donald Trump è una fonte di straordinaria attrazione sull’altro versante l’impresentabilità e la condotta politica di Hillary Clinton sono un ancor più forte fonte di repulsione, che ci conferma in toto il supporto al neo-presidente americano.

Siete il primo, e per ora unico, fan club italiano di Donald Trump. Avete contatti con realtà simili fuori dall'Italia?

Certamente, lavoriamo in parallelo con alcuni italo-americani di New York del “Italian for Trump President” capitanati da Leonardo Zangani, il nostro Zio D’America, che periodicamente ci fornisce aggiornamenti sulla situazione generale. C’è da ammettere che contro ogni pronostico, e in maniera totalmente razionale, Zangani aveva pronosticato la vittoria di Trump parecchi mesi prima delle elezioni.

Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti e sicuramente rappresenta un forte segno di rottura rispetto alle amministrazioni precedenti. Cosa cambierà, secondo voi, della politica estera americana? In cosa potrebbero guadagnarne l'Europa e l'Italia?

Il nostro supporto è la conseguenza di ciò che il neo-presidente ha lasciato trasparire a riguardo della politica estera. Viviamo un momento di estrema delicatezza, la cui chiave di volta è rappresentata dalle strategie che Washington deciderà di attuare in territorio siriano. Trump, in contrasto con l’amministrazione Obama e il suo naturale proseguimento rappresentato dalla Clinton, ci ha piacevolmente sorpreso quando ha ribadito la volontà di cooperare con la Russia per sconfiggere lo Stato Islamico e, soprattutto, l’intenzione di considerare il presidente siriano Bashar al-Assad un alleato e non un nemico. Sullo stessa lunghezza d’onda si pone il suo realismo politico nei confronti della crisi ucraina. Il tycoon ha dichiarato la volontà di riconoscere la Crimea come territorio russo. È chiaro che seguendo questa linea, lo schema sanzionatorio tra la Federazione Russa e l’Occidente verrà di certo minacciato, se non addirittura eliminato, con tutti i naturali benefici per l’economia italiana su cui tanto pesa questa assurda strategia portata avanti dall’amministrazione Obama. Concludendo, vediamo in maniera positiva la cooperazione tra due superpotenze piuttosto che un loro scontro come naturale conseguenza degli interessi in Siria.

Barack Obama lascia dietro di sé un'America sconvolta da contrasti sociali e razziali fortissimi. Qual è il bilancio del Donald Trump Italian Fan Club sull'amministrazione Obama?

Il nostro punto di vista strettamente italiano ci porta a considerare la politica interna degli Stati Uniti una questione secondaria rispetto alla politica estera. Saremmo però in malafede se ignorassimo i problemi sociali che si sono aperti all’interno della società americana. La mancanza di coerenza dell’establishment ha avuto ripercussione su vasta scala in ogni ambito amministrativo. Al di là di ciò che viene fatto passare per uno scontro razziale o sociale, le statistiche indicando una situazione ben diversa dove emerge che la maggior parte degli omicidi avvengono in un ambiente interetnico: 83% dei bianchi è ucciso da un bianco, il 93% dei neri dai neri (dati presi dal sito del Dipartimento di Giustizia). Penso che sia evidente la precisa strategia mediatica di presentare i disordini sociali sotto una luce ben diversa da quella reale; il tutto per portare avanti una certa linea politica rappresentata da Hillary Clinton, atta a fornire false speranze e futili traguardi al popolo, in cambio del sotterraneo mantenimento dei privilegi dell’establishment. Fortunatamente nella stanza dei bottoni hanno fatto male i calcoli.

Di questi giorni è la notizia che George Soros è dietro buona parte delle proteste contro Trump. Cosa può significare il suo nome abbinato a ciò che sta succedendo ora negli Stati Uniti? Non è forse ridicolo che i “democratici” americani stiano facendo di tutto, usando anche la violenza, per colpire un presidente democraticamente eletto dai cittadini statunitensi?

Ridicoli sono coloro che tutt’oggi non si rendono conto di come gira il mondo, della strategia Soros e di ciò che si cela realmente dietro ai partiti democratici. Le recenti proteste americane non sono che la replica di situazioni a cui siamo abituati da tempo e da cui abbiamo imparato a prendere le distanze. Primavere arabe e rivoluzioni colorate sono le copie in salsa araba e post-sovietica di una strategia globale e mondialista avente la ferma intenzione di porre le nazioni sotto alcune specifiche direttive al servizio del grande capitale.

Concludiamo ora parlando dell'Italia. Come dovrebbe comportarsi, secondo voi, il nostro governo nei confronti di Donald Trump? E qual è il vostro parere di fronte ai numerosi membri del governo Renzi che hanno spudoratamente e pubblicamente supportato la candidata democratica Hillary Clinton?

Il nostro Paese deve porsi nel ruolo di mediatore tra Occidente e Federazione Russa, Europa e Paesi del Nord-Africa, oltre ad puntare alla leadership nelle dinamiche mediterranee. Personalmente non vedo in Renzi, né tanto meno nel Partito Democratico, un movimento in grado di assurgere a questo obiettivo. Ciononostante questo traguardo storico, e se vogliamo volto al Make Italy Great Again, occupa le agende di altri movimenti e leader di partito come il Movimento 5 Stelle nella sua timida apertura alla Federazione Russa e ancor più in Matteo Salvini che in alcune recenti dichiarazioni a Mosca ha lasciato trasparire questa ferma intenzione.

Se qualche lettore volesse essere aggiornato sulle vostre attività dove vi può trovare?

Abbiamo una pagina facebook che risponde al nome di Donald Trump Italian Fan Club. Attraverso la stessa è possibile accedere e iscriversi al sito internet collegato per ricevere aggiornamenti da New York. Sicuramente nei prossimi quattro anni avremo parecchio lavoro da svolgere e contiamo di continuare a portarlo avanti con un fare a tratti culturale e a tratti canzonatorio, in perfetto stile trumpiano, realismo politico e autoironia.

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