Da Nord a Sud, uniti contro l'invasione

In Calabria come a Goro: i cittadini cacciano i clandestini, malati di scabbia

Barricate a Mandatoriccio alcune settimane fa: sindaci e residenti avevano bloccato una strada contro l'imposizione prefettizia di altri 42 immigrati

Redazione
In Calabria come a Goro: i cittadini cacciano i clandestini, malati di scabbia

Il blocco stradale a Mandatoriccio. Foto ANSA

Nonostante il ministro Alfano, fregandosene del volere della gente, si dica intenzionato a proseguire con le requisizioni di proprietà private e con l'imposizione dall'alto dei clandestini e sia arrivato a dichiarare l'impossibilità, dopo i fatti di Goro, del ripetersi di barricate contro l'accoglienza forzata in altre città, i fatti lo smentiscono tant'è che in Calabria, poche settimane fa, centinaia di cittadini insieme ad alcuni sindaci del basso ionio cosentino avevano bloccato le strade per impedire l'arrivo di un pullman con a bordo 42 immigrati.

Nord e sud, quindi, uniti contro l'invasione, alzano barricate contro la politica scellerata del governo Renzi. "Il prefetto non può imporci l'accoglienza dall'alto. Noi non siamo in grado di ospitare gli immigrati, tra l'altro violenti e malati" aveva detto mercoledì 12 ottobre il sindaco di Mandatoriccio, Angelo Donnici. I cittadini con cassonetti, pedane, striscioni, sedie e catene avevano bloccato l'accesso dalla SS 106 al passaggio a livello che conduce alla località turistica, costringendo il pullman a fare marcia indietro.

A bordo del mezzo, messo a disposizione dalla prefettura di Cosenza, c'era un gruppo di immigrati alcuni dei quali risultavano sicuramente affetti da scabbia, mentre altri avevano diverse patologie e quasi tutti erano stati protagonisti dei violenti disordini avvenuti nel centro di accoglienza di Spezzano Piccolo, motivo per il quale era stato ordinato il loro trasferimento dal centro di accoglienza situato sui monti della Sila in un hotel della splendida costa ionica.

In pratica, la prefettura anziché espellerli per i reati commessi aveva deciso di premiarli, nonostante la denuncia contro di loro evidenziasse quanto fossero pericolosi: "Sono soggetti violenti che hanno manifestato aggressione fisica nei confronti dei vigilanti educatori, nonché nei confronti degli altri ospiti del centro. Non accettano le regole della casa circa gli orari da rispettare, sono indisciplinati, litigiosi ed hanno arrecato danneggiamenti alla struttura, nonché disturbo alla quiete pubblica. Alla luce dei fatti esposti si chiede l'immediata rimozione dei soggetti dal nostro centro".

"Per quanto riguarda la struttura che dovrà accoglierli - aveva dichiarato inoltre il sindaco Donnici - ho mille dubbi su chi la gestisce, visto che il proprietario non ha mai pagato i tributi comunali ed intasca la tassa di soggiorno che non ha mai versato al Comune. Così facendo si ghettizzano i migranti perché spinti da attività speculative". Anche in questo caso, come più di recente a Goro, il prefetto non aveva però fatto i conti con la reazione dei cittadini.

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