A Cene il primo cittadino non è stato avvisato

Immigrati scaricati nella Bergamasca. Il sindaco "Se succede qualcosa la responsabilità è del prefetto"

Un'ordinaria giornata di caos prefettizio e di italica inefficienza. Giorgio Valoti: "La prefettura ha sistemato 59 extracomunitari in una ex colonia della curia utilizzata per le attività dei ragazzi del paese. E lo ha fatto senza pianificare nulla con l'amministrazione comunale"

Marco Dozio
Immigrati scaricati nella Bergamasca. Il sindaco "Se succede qualcosa la responsabilità è del prefetto"

Ancora un’imposizione, una decisione prefettizia che calpesta le volontà dei sindaci e dunque dei territori che rappresentano. Ancora improvvisazione, disorganizzazione, sciatteria e un prefetto che rifila a un piccolo Comune decine e decine di immigrati senza alcuna pianificazione e senza concordare alcunchè con il primo cittadino. Tant’è che Giorgio Valoti, sindaco leghista di Cene nella Bergamasca, si è visto in qualche modo costretto a utilizzare i cartelli luminosi per avvisare la cittadinanza sul fatto che senza alcuna informazione preventiva siano stati collocati 59 extracomunitari in una ex colonia della curia.

Si tratta di una struttura utilizzata nei fine settimana per le attività ricreative, che la diocesi ha pensato bene di sottrarre ai giovani del paese per metterla a disposizione dei presunti profughi. Valoti racconta al Populista.it un’ordinaria giornata di caos prefettizio e di italica inefficienza: “Il prefetto mi ha telefonato martedì mattina alle 9.30 dicendo che aveva a disposizione la colonia della curia e che avrebbe sistemato lì degli immigrati non sapendo più dove mandarli, senza comunicare quanti ne sarebbero arrivati, quando e con quale organizzazione”.

Poche ore dopo, in serata, arriva a Cene il pullman con decine di nuovi "ospiti": “Ho chiesto almeno di effettuare le verifiche sulla struttura, che sia davvero agibile certificati alla mano. Occorre anche fare delle verifiche sull’impianto di riscaldamento. Sono arrivato sul posto e nessuno voleva dirmi nulla. Mi chiedo dov'è il rispetto per le istituzioni e mi chiedo se è questo il modo di fare accoglienza. Quella colonia veniva utilizzata per attività dei ragazzi del paese, inoltre si trova distante dal centro, con il rischio di creare un ghetto. Oltretutto alcuni anni fa erano già stati ospitati extracomunitari in quella struttura e l’avevano distrutta. Poi è rinata con i lavori eseguiti dai volontari della parrocchia. Ho detto al prefetto che è inaccettabile questo modo di procedere. E ho scritto che ora la responsabilità di quello che succede è sua, è del prefetto”.

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