Aveva sette telefoni cellulari

Non capisce le nostre leggi: processo rinviato a terrorista arrivato su barcone

Secondo la Procura di Catania, il 21enne siriano Mourad El Ghazzaoui farebbe parte di un gruppo armato affiliato all'Isis di matrice integralista islamica

Redazione
Non capisce le nostre leggi: processo rinviato a terrorista arrivato su barcone

Clandestini appena sbarcati. Foto ANSA

Torna al Gup di Catania il processo per partecipazione e associazione per delinquere con finalità di terrorismo anche internazionale al siriano di 21 anni, Mourad El Ghazzaoui, sbarcato il 4 dicembre 2014 a Pozzallo (Ragusa) e accusato di avere collegamenti con cellule della jihad. Lo ha deciso giovedì 27 ottobre la Corte d'assise ritenendo che l'imputato, come sostenuto da uno dei suoi legali, l'avvocato Giovanni Cavallaro, non ha avuto modo di comprendere l'iter processuale in Italia sull'accesso a riti alternativi.

La Procura aveva sostenuto che dovesse essere processato col rito abbreviato, come sollecitato in un primo momento dallo stesso imputato. Secondo la Procura di Catania, il siriano farebbe parte di un gruppo armato affiliato all'Isis di matrice integralista islamica. I suoi legali sostengono, invece, che sia partito dalla Siria, con i genitori, la sorella, il cognato e un nipotino, tre anni prima e che un presunto "passaporto dell'Isis" trovato in uno dei sette cellulari sequestrati al 21enne sia un falso.

Il ventenne era arrivato a Pozzallo, nel Ragusano, sulla nave lussemburghese Bourbon Argos il 4 dicembre scorso che aveva soccorso 523 clandestini al largo delle coste libiche, che erano su un gommone e un barcone. Lui era su quest'ultima imbarcazione, come passeggero, ed è stato fermato dopo indagini eseguiti dalla squadra mobile della Questura di Ragusa, poi delegate alla Digos Iblea e alla polizia postale di Catania. Al 21enne sono stati sequestrati i sette telefoni cellulari, alcuni di ultima generazione.

Dai primi controlli è emersa la presenza di immagini che, secondo la Procura distrettuale di Catania, "facevano ritenere possibile la vicinanza dell'indagato a gruppi armati affiliati all'Isis e combattenti in Siria". Dai successivi accertamenti eseguiti dalla Digos di Ragusa e dalla Polizia postale di Catania "emergevano ulteriori file video e audio che - ritiene la Dda etnea - corroboravano il quadro indiziario nel senso dell'appartenenza dell'indagato a un gruppo armato affiliato all'Isis di matrice integralista islamica".

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