burattini e ricatti

Obama salva l'Arabia Saudita: alle vittime dell'11/9 è sufficiente un po' di stima

Obama porrà il veto sulla legge per far causa all'Arabia Saudita che permetterebbe alle famiglie delle vittime di citare a giudizio Riad

Fabio Montoli
Obama salva l'Arabia Saudita: alle vittime dell'11/9 è sufficiente un po' di stima

Foto da internet

Barack Obama, poche ore prima che diventasse esecutivo, ha posto il veto sulla legge approvata dal Congresso che dà la possibilità alle famiglie delle vittime degli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre del 2001 di fare causa all'Arabia saudita per i suoi presunti collegamenti con i terroristi.

Lo fa senza scrupoli, usando parole che sembrano burlare le vittime di quel tragico giorno, e i parenti oggi, ancora in cerca di risposte e di giustizia: "Ho profonda stima per le famiglie delle vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre del 2001 che hanno sofferto gravemente. Apprezzo il loro desiderio di perseguire la giustizia, ma il Justice Against Sponsors of Terrorism Act non proteggerebbe gli americani dai terroristi, né migliorerebbe l’efficacia delle nostre risposte agli attacchi".

Lo ha confermato il portavoce del presidente americano, Josh Earnest, confermando le ipotesi che erano circolate nei giorni scorsi. Anche all'interno del Congresso inoltre diversi politici temono che un provvedimento di questo genere potrebbe incrinare i rapporti con Riad e creare inutili tensioni tra i due paesi. Tuttavia pare che le famiglie delle vittime siano invece intenzionate ad andare fino in fondo alla questione.

La misura è stata approvata a maggio dal Senato, destando molti dubbi. Il governo in quell'occasione aveva pubblicato una serie di documenti segreti sull'indagine del Congresso sugli attentati dell'11 settembre in cui si parlava di un possibile collegamento tra Riad e i terroristi di al Qaeda. 

Quindici dei 19 dirottatori, infatti, erano cittadini sauditi. Secondo Barack Obama, il Justice Against Sponsors of Terrorism Act potrebbe avere conseguenze imprevedibili perché vedrebbe autorizzati tutti i procedimenti giuridici contro l’Arabia Saudita. Nello specifico, il Justice Against Sponsors of Terrorism Act modificherebbe una legge internazionale di lunga data, relativa all'immunità sovrana, e l'amministrazione Obama teme pericolose ripercussioni giuridiche, e "non solo" aggiungiamo noi, per una norma ritenuta in contrasto con quanto previsto e sancito sancita dal Foreign States Immunities Act che, disciplina appunto l'immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione americana, creando una pericolosa eccezione.

Che Obama tema le ripercussioni giuridiche del Riad, è veramente difficile da credere. Diciamo che, l’Arabia Saudita, alleato chiave degli Stati Uniti in Medio Oriente, si è opposta con forza al disegno di legge. Il Ministro degli Esteri saudita, ha paventato la possibilità di ritirare tutti i capitali, stimati in miliardi di dollari, investiti nelle attività finanziarie statunitensi. Una quota di 750 miliardi di dollari in titoli del Tesoro ed in altre attività finanziarie americane sul mercato mondiale che l’Arabia Saudita sarebbe disposta a riportare in patria, qualora passasse il disegno di legge che, oggi, è nuovamente al Senato. Per superare il veto presidenziale, infatti, il Congresso dovrebbe ottenere una maggioranza dei due terzi alla Camera e al Senato, e questo è avvenuto solo con rare eccezioni.

Adesso, possiamo dirlo, è una questione di numeri. Qualora il Congresso dovesse ottenere una maggioranza dei due terzi alla Camera e al Senato, il Justice Against Sponsors of Terrorism Act diverrebbe esecutivo. E sarebbe una grave sconfitta politica per il presidente.

Vedremo dunque, se nel Paese della libertà e delle opportunità, il motto del grande Eisenhower, "in God we trust", è ancora valido, oppure da sostituire al più attuale di Obama "only in Dollars we trust".

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