presidenziali usa: il duello tv

Trump-Clinton: giornali USA spaccati. Ma il guru di PittaRosso incorona il tycoon

Il Washington Post: "La rivincita della secchiona". Il Los Angeles Times: "Partita ancora aperta". Cesare Casiraghi: "Lei scolastica; il dibattito l'ha vinto Donald"

Alfredo Lissoni
Trump-Clinton: giornali USA spaccati. Ma il guru di PittaRosso incorona il tycoon

Foto ANSA

Un Trump pimpante nel primo quarto d'ora di dibattito televisivo, che ha visto il tycoon prevalere su una Hillary Clinton preparatissima ma fredda e didascalica, quasi antipatica; lui concreto e più adatto a interpretare i temi economia/lavoro. Poi la battuta d'arresto. Il candidato repubblicano, a dlifferenza delle sue abitudini, non ha "graffiato", è stato sulla difensiva, forse anche per strategia elettorale. Segnando così un pareggio nel faccia-a-faccia televisivo.


The Donald prova a intercettare gli indecisi, "moderandosi", ma rischia di deludere i fans e di perdere energia propulsiva. Hillary, molto presidenziale, dimostra competenza e procede meglio nella seconda parte. Lei in difficoltà su Nafta e Isis, lui sulla questione razziale (confuso sul certificato di nascita di Obama), sulla presunta misoginia e sulla sua situazione fiscale. "Hillary troppo scolastica e 'aggrappata' ai suoi appunti, Donald bravo a piazzare le sue parole d'ordine, law and order, e a parlare a braccio guardando la telecamera", è il giudizio del noto pubblicitario italiano Cesare Casiraghi (ideatore della campagna vincente PittaRosso) che - contrariamente alla maggior parte dei media - assegna la vittoria del primo duello tv tra i candidati alla Casa Bianca al magnate Trump.


"Ho seguito attentamente il confronto tv tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti che, a leggere i media questa mattina, danno Hillary vincitrice ai punti. Ma io, da comunicatore, sono di parere opposto: il dibattito l'ha vinto Trump" , commenta Casiraghi. "Trump", spiega il pubblicitario, "è stato bravo nel piazzare due parole-chiave, law & order, un vero e proprio slogan che in due vocaboli sintetizza chiaramente la sua posizione. Oltretutto la scelta dei due termini è stata molto furba perché già cementata nel mnemonico degli americani grazie alla fortunata omonima serie tv. Hillary ad un certo punto ha ripreso lo slogan di Trump come per neutralizzarlo con uno suo alternativo, ("non direi law & order ma piuttosto?") ma non vi è riuscita! Non aveva le sue parole chiave!", si sorprende Casiraghi. "E questo è stato un pessimo errore di pianificazione. Quindi al minuto 49 circa del confronto Hillary ha preso un vero e proprio 'diretto' da Trump".


"Osservo ancora", continua l'esperto nella sua analisi, "come a livello di gestione del corpo ed empatia Trump abbia condotto la sua oratoria pressoché a braccio, guardando la telecamera e rivolgendosi al conduttore così come ad un elettore da convincere, modulando la voce a condire di emozione quanto stava dicendo. Hillary invece, che è apparsa molto scolastica, si è notato come abbassasse frequentemente gli occhi per leggere gli appunti. Questo alla fine", commenta Cesare Casiraghi, "ha trasmesso un senso di insicurezza. La mimica di quegli occhi rivolti continuamente in basso verso i fogli sul leggio, dava la sensazione di una persona in mare aggrappata ad un salvagente". Questo, in barba al fatto che secondo parte della stampa americana Hillary Clinton si sarebbe aggiudicata il primo dei tre dibattiti presidenziali.


Il Washington Post titola: "La rivincita della secchiona"; il Los Angeles Times, che non canta in coro come buona parte della stampa filorepubblicana, scrive: "Nel primo dibattito presidenziale "Donald Trump è stato costretto ad indietreggiare di fronte alle dure critiche di Hillary Clinton, ma la corsa è ancora aperta". "La performance della Clinton - che analisti democratici ma anche alcuni repubblicani sanciscono come vincente - probabilmente non risulterà in un netto spostamento a suo favore della corsa elettorale che appare destinata a continuare ad essere un testa a testa", ha scritto il quotidiano californiano.

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