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I celti e gli extraterrestri: E.T. nella terra di mago Merlino

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

I celti e gli extraterrestri: E.T. nella terra di mago Merlino

Gli alieni? Secondo il celebre "addotto" Whitley Strieber e l’ufologo Leonard Keane, americani, gli E.T. parlerebbero gaelico, un’antica lingua celtica. Keane lo ha scoperto interrogando sotto ipnosi una casalinga newyorkese che, in stato alterato di coscienza, pronunciava frasi in una lingua apparentemente sconosciuta. Riascoltando la registrazione della seduta con la rapita, Betty Andreasson, lo studioso scoprì che la donna, attraverso la quale avrebbe parlato un alieno che aveva pronunciato la frase: “I discendenti in vita dei popoli del Nord brancolano nel buio universale. La loro madre si affligge. Un’oscura circostanza nelle alte sfere riproporrà un elevato costo di vite; un intervallo di errori in alto; un intervallo appropriato per eventi dolorosi”. A proposito di questa sorta di profezia in linguaggio stellare Strieber scrisse: “Le analogie fonetiche tra le parole della signora Andreasson e i loro equivalenti in gaelico sono troppo strette per non prenderle in considerazione. C’è una virtuale corrispondenza parola per parola”. Dopo aver letto la traduzione di quella lingua a lei ignota, Betty scoppiò a piangere a dirotto per cinque minuti. “Infine qualcuno stava portando alla luce la verità di quei messaggi”, disse. A quali eventi quella profezia si riferisse non è noto, e forse è meglio non saperlo...

E gli UFO? Preferirebbero la terra di mago Merlino, secondo lo scomparso quotidiano milanese La Notte, che il 14 febbraio del 1978 scrisse: “Oltre al famigerato Triangolo delle Bermuda esisterebbe un Triangolo UFO ove si sta registrando un eccezionale numero di avvistamenti. Sono concentrati in una regione triangolare del Galles tra Swansea, il Galles centrale e la punta di St. David sulla costa occidentale. Gli avvistamenti, oltre cinquanta, sono stati riferiti da testimoni oculari insospettabili, come direttori di banca e alti funzionari. Gli appassionati del mistero ricordano che proprio al centro del triangolo si trova la cittadina di Carmarthen, legata alle leggende di mago Merlino”. In effetti, la documentazione relativa ai sorvoli di UFO sugli antichi complessi britannici è corposa; sappiamo che un disco volante atterrò il 20 febbraio del 2000 a Silbury Hill, e che nel novembre del 1976 ben tre alieni vennero avvistati da Joyce Bowles, un’impiegata della stazione ferroviaria di Winchester. Era una domenica sera e la donna stava andando a prendere il figlio Stephen nel vicino villaggio di Chilcomb, in compagnia di un amico a nome Ted Pratt. All’improvviso l’auto su cui stavano viaggiando i due anziani sobbalzò violentemente e sbandò sul prato accanto alla carreggiata, mentre i fari si spegnevano e il motore si arrestava. Joyce Bowles ed il suo amico guardarono fuori e videro sopra la testa un veicolo arancione a forma di sigaro. Agli oblò si scorgevano tre teste. Avevano occhi rosa senza pupille o iridi e indossavano una tuta argentea da paracadutista.


“Attraverso il parabrezza uno degli alieni sbirciò il cruscotto”, ricorda Joyce Bowles. A questo punto il motore e i fari si riaccesero ed egli “sparì insieme al sigaro”. “Secondo gli esperti”, scrisse la stampa, “le particolari energie sprigionate da certe zone della terra, dette leys, attirerebbero dallo spazio gli alieni. In effetti, due linee di antichi tumuli sepolcrali che iniziano a Old Winchester Hill convergono effettivamente a Chilcomb Road, vicino a dove avvenne l’incontro”.


Il 23 gennaio 1974 i megaliti in cerchio di Moel Ty Uchaf nel Galles furono al centro di strani fenomeni. Scrisse la rivista X-factor: “Fu avvertita una fortissima esplosione, seguita da scosse sismiche che furono avvertite a 96 km di distanza; prima e dopo l’esplosione furono viste luci multicolori nel cielo. Testimonianze di persone che avevano assistito ai fenomeni luminosi vennero un po’ da ogni punto della zona; l’epicentro era proprio Moel Ty Uchaf. In precedenza alcuni astronomi avevano seguito il movimento di quello che pensavano essere un meteorite, e arguirono che fosse andato a cadere sul versante su cui sorge il cerchio di megaliti gallesi. Ma il cratere che avrebbe dovuto causare il meteorite non si trovò. L’avvenimento, che finì su tutti i giornali, restò senza spiegazione. Alcuni scienziati esaminarono la zona con i contatori geiger; rilevarono un tasso di radiazioni gamma più alto del 53% rispetto alle zone circostanti, ma non furono comunque in grado di fornire spiegazioni. Secondo alcuni ufologi, Moel Ty Uchaf potrebbe essere stato visitato dagli alieni...”.


Tratto dal libro "Colonia Terra", Segno Edizioni. Di seguito, alcune foto di UFO sopra il sito celtico di Stonehenge





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