La Corte costituzionale sdogana l'“aiuto al suicidio”

Sulla vita ci giochiamo la terza guerra mondiale

Dopo un anno di rinvio e due giorni di Camera di consiglio la Consulta fa imboccare all’ordinamento italiano una strada pericolosissima perché pone a serio rischio la vita umana più fragile. Ideologia della morte e interferenze legislative dietro una sentenza tutta politica

Marco Fasulo
Sull’eutanasia ci giochiamo la terza guerra mondiale

Qual è l’arma più subdola usata nella terza guerra mondiale?

Qual è l’arma più subdola usata nella terza guerra mondiale? Quella di combattere contro l’Uomo, senza che l’Uomo se ne accorga. Siamo alle conseguenze logiche del Sessantotto, una rivoluzione culturale dalla quale esce il mondo quale oggi è.

La politica italiana si è consegnata al Sessantottismo largamente impreparata, indebolita nei suoi fondamenti, sempre più lontana dalla sua Unica, Vera e Forte Radice, che è sempre stata l’identità e la Tradizione Cristiana.

E così su lustri di convegni, riforme, cammini pastorali, ma soprattutto su un percorso millenario di cultura, di diritto, di rapporti sociali, si abbatte il monsone del disordine globale, ciò che è armonia, rispetto delle regole, sinfonia di corpi, anime e spiriti, diventa un totem da abbattere, un sistema da sconvolgere, un modello da distruggere.

E ci si riesce, nel mondo e in Italia, attraverso le armi che se erano le baionette nella Prima Guerra mondiale, se erano le bombe, atomiche incluse, nella Seconda, diventano l’informazione drogata, la politica e le Istituzioni asservite alla Finanza, l’oppio dei popoli (che non è più la religione, ma la “non religione”) a partire dal fatidico Sessantotto.

Da “L’utero è mio e lo gestisco io” ai 6 milioni di bambini morti con l’aborto “legale” in quarant’anni di legge 194 il passo è breve. Dal “Vietato vietare” ai pronunciamenti contro la Vita dei più grandi e potenti sistemi giudiziari occidentali il passo è brevissimo. Dal “No Vatican, No Taliban” alla demonizzazione di ogni principio etico, morale, religioso, soprattutto se cattolico, il passo non c’è, perché è un tutt’uno.

E così, dal mondo finanziario a quello scientifico, in quello giuridico come in quello sanitario, in ambito amministrativo tanto quanto in quello scolastico e formativo in generale, il ministro dell’Istruzione con la licenza media diviene epilogo ineludibile di quel diciotto politico che ti fa esclamare “grazie a Dio m’è andata bene.

Ci si affida al fato, piuttosto che al merito, ci si consola con la buona volontà di pochi per non guardare l’inadeguatezza di tanti, si spera invece di avere anche solo una certezza.

Nuovo umanesimo (rigorosamente senza l’Uomo Cristo), migrazioni, pacifismo, movimenti animalisti, manifestazioni a difesa del clima e così via sono gocce di antidoto che ci vengono somministrate, in tempi e modi voluti, per renderci immuni alla verità, per farci chiudere gli occhi sulla realtà, per trasformarci in vittime inconsapevoli della Terza guerra mondiale, che invece si gioca su tutt’altro, si gioca sulla Vita.

Ma la cosa peggiore è che questa guerra la stanno vincendo, grazie a chi nelle nostre comunità, nelle nostre associazioni, nella Chiesa, minimizza, sposta l’attenzione, si rende complice di chi ci sta uccidendo.

L’Europa invecchia, l’Italia si spopola, il Mezzogiorno d’Italia si desertifica, e dovunque ci mettono in guardia contro il fascismo, chiunque pontifica sul razzismo, anche i ragazzini diventano opinion leader.

Ecco, forse questa guerra l’abbiamo già persa, se penso a una culla del cristianesimo diventata “terreno fertile e accogliente” solo per chi cristiano non è, se penso a una culla del diritto diventata alcova per chi deve trovare giustificazioni ai propri vizi, alle proprie perversioni, ai propri pruriti, se penso alla culla della conoscenza che ha insegnato il latino al mondo e che oggi si genuflette all’analfabetismo di ritorno e a quello funzionale.

Sono però sicuro che venderemo cara la pelle, che continueremo a combattere fino a quando ne avremo la forza, anche con chi in casa mia, nello spazio dove sono cresciuto, nell’ambito nel quale mi sono formato continua a camminare in punta di piedi sulle pattine, mentre chi arriva dall’esterno ci prende a calci nei reni con gli anfibi.

La Verità è e rimane una e non saranno certo offese, minacce e imposizioni a farci cambiare idea, a sovvertire la realtà, a farci soccombere perché, anche se dovessimo fallire, la forza della Verità continuerà a vivere in tutti e prima o poi prevarrà.

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