medici senza frontiere nella bufera

Il padre dell'ostaggio uccisa dall'Isis: "Msf lasciò torturare e stuprare mia figlia"

Negli Stati Uniti il padre di Kayla Mueller, la volontaria rapita ed ammazzata dal Califatto, accusa in tv la Ong di aver celato informazioni vitali per la liberazione della figlia

Redazione
Padre ostaggio uccisa da Isis: "Msf lasciò torturare e stuprare mia figlia"

Carl Mueller in televisione a lanciare appelli per la liberazione della figlia

A pochi giorni dalla diffusione del video in cui Kayla Mueller, la 26enne volontaria americana rapita in Siria da Isis e uccisa il 6 febbraio del 2015, lanciava un ultimo appello alla famiglia, il padre ha accusato l'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf) di aver celato informazioni vitali per trattare la liberazione della figlia. È quanto ha denunciato Carl Mueller alla Abc: "Sono un'organizzazione favolosa, fanno un lavoro fantastico ma da qualche parte in una stanza hanno deciso di consentire che nostra figlia fosse torturata e stuprata" per 18 mesi prima di essere uccisa.


I Mueller accusano Msf di aver tenuto celata per quasi due mesi un indirizzo mail che i suoi aguzzini di Isis avevano consegnato a due volontarie dell'organizzazione, che erano compagnie di prigionie della giovane americana, di cui l'organizzazione aveva ottenuto la liberazione. Kayla era stata rapita nell'agosto del 2013 ad Aleppo in Siria quando aveva accompagnato il fidanzato, un ingegnere siriano che doveva aggiustare un'antennna satellitare di un ospedale di Msf. I lavori, riferisce il Guardian, durarono più del previsto e l'indomani i due vennero rapiti mentre stavano tornando in Turchia dove Mueller viveva. Msf consegnò ai genitori di Kayla la lettera che la figlia aveva scritto ai genitori ma non l'indirizzo mail che i rapitori avevano fornito alle sue due compagnie di prigionia.


Solo dopo sei settimane, quando Msf ottenne sempre da Isis la liberazione dei rimanenti membri del suo staff sequestrati, passarono l'indirizzo mail ai Mueller. Ma solo dopo una telefonata estremamente tesa tra Carl Mueller, il padre di Kayla ed il responsabile di Msf in Siria che continuava a temporeggiare. Msf si è difesa sostenendo che se i rapitori avessero capito che potevano usare l'organizzazione come intermediari avrebbero messo a rischio la vita del loro staff.

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