il club delle galassie / 2

I celti e gli extraterrestri: visite aliene nel passato

0
Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

I celti e gli extraterrestri: visite aliene nel passato

"Ritengo che gli alieni ci abbiano visitato da millenni con i loro dischi volanti". A dirlo non è stato qualche svalvolato convinto di essere un nuovo messia, ma nientemeno che Hermann Oberth, l'inventore del razzo V-2 e maestro del padre della missilistica tedesco-americana Wernher von Braun. Oberth credeva fermamente negli extraterrestri, che chiamava "gli uranidi" (dal greco ouranós, cielo) e la sua idea delle "visite aliene nel passato" (oggi tanto popolare grazie ai libri di Sitchin, Thompson, Pinotti, Biglino, Drake e altri) fu ripresa in passato anche dal noto astronomo Carl Sagan che, prima di impersonare il ruolo di scettico d'ufficio sugli UFO (la difesa del posto fisso, prima di tutto), nel 1966 aveva scritto, assieme allo scienziato sovietico J.S. Sklovskij il libro Vita intelligente nell'universo (edito in Italia dai "compagni" della Feltrinelli) in cui, fra le altre cose, riportava la foto di un sigillo sumero, il VA 243, che mostrava il nostro sistema solare visto da fuori, a dimostrazione che una mente aliena aveva visitato la nostra galassia e ne aveva parlato con gli abitanti dell'antica Mesopotamia.

Oggi guai a parlare di queste cose, almeno in Italia. Anche qua gli accademici "scettici d'ufficio" tengono al posto di lavoro e non intendono sputtanarsi con gli UFO. E dunque, trovano più semplice negare tutto a priori. Ciò non toglie che la possibilità che queste visite aliene nel passato vi siano state è alta. Tant'è che la stessa NASA, anni or sono e nella massima discrezione, mise a punto un progetto denominato SETV, il cui acronimo significava Ricerca di Visitazioni Extraterrestri. O meglio ancora, di antichi manufatti extraterrestri. Come il sigillo sumero di Sagan.


Ma c'è un popolo che, seppure molto vicino a noi, è stato spesso trascurato dagli ufologi (che hanno comunque trovato testimonianze a bizzeffe nelle "leggende" mesopotamiche, greco-latine, amerinde e pellerossa) e che invece ha molto da svelarci, quello dei celti. Ai keltoi (come li chiamavano i greci) guardano con molta attenzione i moderni leghisti, ne ne rivendicano la discendenza. Discendenza particolarmente interessante visto che i celti (o galli, Oltralpe) ci hanno lasciato molte testimonianze ufologiche, sopravvissute alla furia distruttrice della Chiesa, che cercò di spazzar via quell'antico retaggio perché ritenuto eretico o diabolico. Nelle loro "leggende" i celti riferivano di navi volanti che chiamavano loinger demnacda, conosciute anche nelle cronache collaterali scritte dai greci, che le ribattezzavano "la freccia di Apollo", una sorta di saetta volante con la quale - si diceva - il sacerdote ellenico Abaris raggiungeva in pochi istanti la Gran Bretagna. "Navi volanti" di questo genere sono scolpite sulle tombe preistoriche di Newgrange in Irlanda, mentre un "carro solare" spicca sul dolmen chiamato Hi-zpgée a Castellet in Francia.


E poi c'è la storia della "ruota di luce di Mog", la roth ramach che il "dio" Mog Ruith utilizzava nel III secolo per attraversare i cieli. Le antiche epopee celtiche ce la descrivono come "uno scudo nero picchiettato di stelle e con il bordo d'argento", che splendeva nella notte illuminando le città a giorno. Esattamente come fanno oggi i dischi volanti. Elemento interessante, pur essendo un dio celtico, Mog si ritiene fosse inizialmente un umano vissuto a Gerusalemme ai tempi di Cristo, che avrebbe appreso come costruire una macchina volante da Simon Mago. Vale a dire dal maestro dello gnostico Valentino che già duemila or sono parlava di un "club delle galassie" di angelica natura...


LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: viale Vittorio Emanuele II, 23 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU