TERRORISMO ISLAMICO

Salah Abdeslam estradato a Parigi. Il suo legale: "È un imbecille ma collabora"

A cinque mesi dalle stragi terroristiche del 13 novembre Salah Abdeslam è stato estradato a sorpresa dal Belgio alla Francia

Alessio Colzani
Salah Abdeslam estradato a Parigi. Il suo legale: "È un imbecille ma collabora"

La polizia francese scorta in carcere Salah Abdeslam. Foto ANSA

L'elicottero della Géndarmerie Nationale che in piena notte si era alzato in volo per andarlo a prelevare nel carcere belga di Béveren è rientrato alla base militare di Villacoublay, nell'hinterland parigino, non lontano dai luoghi in cui Salah partecipò a quell'atroce spedizione di morte.

Due ore dopo l'estradizione, Salah veniva già condotto al palazzo di giustizia, dove un giudice parigino lo ha incriminato con sei capi d'accusa tutti legati al terrorismo. Secondo il suo legale francese, Frank Berton, che lo ha raggiunto in fretta e furia da Lille non appena appreso dell'inaspettata estradizione, il ventiseienne di Molenbeek ha assicurato di volersi "spiegare", ma non subito. "Ora sono troppo stanco", ha detto al magistrato che ha accolto la richiesta rinviando l'interrogatorio al 20 maggio. Abdeslam è ora in "isolamento" a Fleury-Mérogis, il penitenziario più grande d'Europa, sorvegliato a vista da una squadra di "guardie agguerrite, formate per la detenzione di individui pericolosi", ha detto il ministro della Giustizia, Jean-Jacques-Urvoas.

I mobili della sua cella sono stati inchiodati e le finestre blindate per evitare eventuali tentativi di suicidio. Inoltre, per la prima volta, un sistema di videosorveglianza controlla il detenuto 24 ore su 24. Per Jean Reinhart, avvocato di una trentina di vittime delle stragi del 13 novembre, l'estradizione "mostra che la giustizia è in cammino anche se per il processo ci vorrà ancora molto tempo. L'ex fuggitivo con passaporto francese catturato il 18 marzo scorso a pochi passi dalla sua casa d'infanzia di Molenbeek è stato estradato per via aerea, una scelta "tattica", spiegano gli 007, anche per evitare imbottigliamenti nel traffico e il rischio di un'imboscata. Nel suo ultimo viaggio verso Parigi, Salah è stato scortato dalle unità di elite del Gign, gli stessi che condussero l'assalto contro i fratelli Kouachi dopo l'attentato a Charlie Hebdo nel gennaio del 2015. Che l'estradizione top secret fosse imminente lo si poteva intuire dalle parole di Sven Mary, l'avvocato belga di Abdeslam, che in un'intervista a Liberation ha usato toni a dir poco spregevoli nei confronti del suo assistito. Salah? "È un povero coglione, un gregario, non certo un capopopolo". E ancora, insiste il penalista di Dilbeek: "Ha l'intelligenza di un posacenere vuoto". Per non parlare del suo rapporto con la religione: "Gli ho chiesto se avesse letto il Corano, ha risposto che aveva visto l'interpretazione su Internet. Per spiriti semplici come lui il web è perfetto, è il massimo che siano in grado di capire".

Celebre in Belgio per aver difeso terroristi ed ex mafiosi, il legale fiammingo dalla testa pelata e il fisico tarchiato che in molti paragonano a Bruce Willis sembra averne abbastanza. Ora che il suo cliente è in Francia non è affatto sicuro di voler continuare ad occuparsi del caso: "Non è facile addossarsi una difesa che non mi porta nulla, se non seccature", incluso le "diverse aggressioni" subite in questi ultimi mesi. "E meno male che mi so difendere...". In attesa che Sven Mary decida se lasciare davvero il caso, in Francia verrà affiancato da Frank Berton, che Abdeslam ha scelto sulla base di una rosa di nomi propostagli dallo stesso Mary. Del resto i due avvocati lo hanno incontrato insieme il 22 aprile nel carcere di Beveren. "Siamo in democrazia, ognuno ha diritto ad essere difeso, Abdeslam deve esserlo", dice oggi l'avvocato francese, aggiungendo: "Ciò che conta è che abbia diritto a un processo equo". È anche questa la differenza tra la barbarie e la civiltà".

Fleury-Mérogis, dove Salah è sorvegliato speciale, è il penitenziario più grande d'Europa, nello sconfinato hinterland parigino, appena trenta chilometri a sud della capitale. Inaugurato nel 1968, è una roccaforte inespugnabile da cui sono passati i peggiori criminali del Paese. Qui, tra i tanti altri, è stato rinchiuso Amédy Coulibaly. Nel 2008, quando era ancora a Fleury-Mérogis per una semplice rapina, l'attentatore dell'Hypercacher girò un video insieme ad altri detenuti per denunciare le condizioni del penitenziario. Il filmato venne ripreso da Lemonde.fr e contribuì addirittura a lanciare un dibattito pubblico. Nell'immensa struttura composta da sei alveari a forma di esagono il 26enne terrorista di Molenbeek verrà sistemato al quarto piano del raggio destro dove già risiedono dieci detenuti in condizioni di isolamento. Le celle di questa particolare sezione del carcere di Fleury-Mérogis sono praticamente identiche alle altre, 11 metri quadri, con bagno e tv. Nel carcere di massima sicurezza Salah avrà diritto all'ora d'aria e potrà frequentare la palestra ma sempre da solo e senza alcun contatto con gli altri detenuti. Ad accompagnarlo in ogni spostamento ci saranno sempre quattro sorveglianti. Fleury-Mérogis "offre il massimo della sicurezza sia per l'ordine pubblico sia per gli stessi detenuti", ha commentato l'ex direttore del penitenziario e parlamentare socialista, Joaquim Pueyo, spiegando che Salah sarà una specie di sorvegliato speciale, con ronde regolari, senza preavviso, tra le quattro mura della cella. Uscendo dal consiglio dei ministri all'Eliseo, il ministro della Giustizia, Jean-Jacques Urvoas, ha spiegato che Abdeslam verrà guardato a vista da una "squadra specifica, composta da guardie agguerrite, formate per la detenzione di individui pericolosi".

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