jihad Italia, il dietro le quinte

"Pazzi furiosi" con obiettivo Roma

Volevano commettere una strage in occasione del Giubileo. La Digos li ha identificati grazie alla foto dei figli kamikaze su Whatsapp

Redazione
Presa cellula islamica: obiettivo Roma

Moutaharrik Abderrahim. Così sfrontato da allenarsi in pubblico con la maglietta dell'Isis. Foto ANSA

Volevano colpire Roma, coronando quel sogno che da anni l'integralismo islamico accarezza, per adempire ad una celebre profezia musulmana che vuole la Capitale "aperta con il fuoco". Ma che per fortuna non si è avverata (ancora, almeno). E sono finiti tutti e quattro in manette, i marocchini con tanto di cittadinanza italiana che componevano la cellula jihadista pronta a partire per unirsi all'Isis in Siria, ma che intanto stava pianificando un attentato al Vaticano e all'ambasciata di Israele a Roma. 

"Apriremo Roma con il fuoco" è una delle espressioni che gli islamici, quelli più radicali e più vicini alle cellule terroristiche, ripetono all'infinito e che non significa solo colpire la sede del cristianesimo, il soglio del principe degli apostoli. Significa distruggere il mondo occidentale con tutti i suoi valori di rispetto reciproco, di sussidiarietà, di eguaglianza e di civile convivenza. E allora ecco che nel nome di quell'antica profezia di Maometto, di conquistare Roma, gli islamici radicali si sono mossi. 


Questo era l'intento dei 4 fermati, presunti terroristi ma arrestati dalla Digos con l'accusa di "associazione con finalità di terrorismo internazionale". I loro nomi sono stati ripetuti dai media all'infinito: Abderrahim Moutaharrik, 24 anni, pugile di boxe thailandese; si allenava in una palestra svizzera sfoggiando una maglietta dell'Isis. Incomprensibilmente nessuno l'ha mai fermato o segnalato. Nella banda aveva tirato dentro anche sua moglie Salma Bencharki, di 26 anni; tutti e due residenti in provincia di Lecco; Abderrahmane Khachia, 33 anni, residente a Brunello di Varese, fratello di un estremista morto in Siria (quando hai il mestiere nel sangue...) e Wafa Koraichi, 24 anni, di Baveno in provincia di Verbania; altri due fiancheggiatori sono ancora latitanti.

Uno di questi, Alice Brignoli, italianissima, convertita otto anni fa, si era progressivamente allontanata dalla famiglia ritenuta composta da "infedeli". Nel maggio scorso la mamma della ragazza aveva denunciato la scomparsa della figlia, del marito musulmano e dei tre bambini, nella speranza che il Tribunale togliesse i suoi nipoti ai genitori da lei ritenuti dei "pazzi furiosi". Sembra che i nonni non avessero tutti i torti, dato che gli investigatori avrebbero trovato le prove del fatto che uno dei sei componenti della cellula era stato indicato per "procedere in territorio italiano", nella città di Roma, "per colpire la cristianità in occasione del giubileo".


Uno degli indizi che aveva messo gli inquirenti sulle tracce della cellula, con indagini incrociate per tutta la Lombardia, è stato il fatto di avere individuato, in una fotografia su Whatsapp, i figli di Koraichi immortalati mentre inneggiano al martirio col dito puntato verso il Paradiso. "Si tratta di un'immagine che ci preoccupa", ha commentato il generale Giuseppe Governale, comandate dei Ros, "perché questi bambini così indottrinati potrebbero essere domani i protagonisti del terrore".

Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti poche ore dopo gli arresti ha commentato: "Quelle arrestate nell'operazione antiterrorismo in Lombardia erano persone molto pericolose, in diretto collegamento con altri soggetti già operanti in Siria, che li incitavano a compiere attentati qui in Italia o andare a fare i jihadisti. C'era un livello di pericolosità molto alto. Per fortuna, ma anche per capacità e abilità, le forze di polizia e la Procura di Milano sono intervenute in tempo". 


"Il grado di operatività della cellula", ha precisato il procuratore, "era basso: non abbiamo trovato tracce di avvio di esecuzione dei progetti di attentato, come esplosivi, armi o materiali che potevano destinati a confezionare ordigni esplosivi. Quindi
eravamo in una fase molto anticipata". In effetti, la banda non era riuscita a procurasi né esplosivo né armi (ironia della sorte, uno dei fondamentalisti aveva cercato di procurarsi una pistola da un criminale albanese ma quest'ultimo l'aveva snobbato).

Fessi o terroristi? "L'indagine", ha concluso Roberti, "è la conferma che è vero quello che dicono gli USA" sul fatto che anche l'Italia sia nel mirino dei fondamentalisti islamici. Per favore, qualcuno lo dica ad Alfano.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

"Bello Figo"? Rappresenta il sogno degli immigrati...
come james dean in gioventù bruciata

"Bello Figo"? Rappresenta il sogno degli immigrati...

Friburgo: rifugiato afghano stupra e uccide la figlia di un funzionario Ue
la vittima, volontaria di un centro accoglienza

Studentessa uccisa a Friburgo: era la figlia di un funzionario Ue


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU