IMMIGRATI VIOLENTI

Bari, contollore picchiato sul bus da un clandestino ospite del Cara

Un lavoratore dell'Amtab, leader di Noi con Salvini nel capoluogo pugliese, aggredito con calci e pugni da un nordafricano sprovvisto di biglietto

Alessio Colzani
Bari, contollore picchhiato sul bus da un clandestino ospite del Cara

Protesta dei clandestini del Cara di Bari - Foto ANSA

Francesco Magrone, addetto della municipalizzata dei trasporti e segretario cittadino a Bari di "Noi con Salvini", è salito insieme ad un collega su un bus per verificare che tutti i passeggeri fossero in regola, all'altezza di piazza Garibaldi. Avendo notato l'extracomunitario disteso su due sedili, gli hanno chiesto di mostrare il biglietto ma l'uomo avrebbe risposto di essere ospite del Centro richiedenti asilo (Cara) di Bari come se questo lo esonerasse dal pagare il servizio.

I controllori gli hanno fatto notare che avrebbe dovuto essere provvisto del titolo di viaggio come tutti gli altri passeggeri e gli hanno chiesto di lasciare libero uno dei due sedili per fare posto ad una signora. Il clandestino allora ha reagito con violenza scagliandosi contro i controllori con calci e pugni e ferendone uno che poi è stato medicato al pronto soccorso dell'ospedale Di Venere. Il richiedente asilo è quindi stato bloccato e infine consegnato a una pattuglia dell'antiscippo, in borghese, di passaggio in piazza Garibaldi.

Rossano Sasso, coordinatore regionale di "Noi con Salvini Puglia", afferma che si tratta "dell'ennesimo episodio di violenza perpetuato nei confronti dei lavoratori Amtab che quotidianamente subiscono calci, pugni e insulti da delinquenti nostrani ed extracomunitari. La nostra solidarietà va ai lavoratori, a quelle madri e a quei padri di famiglia che si alzano la mattina per andare a fare un lavoro che dovrebbe essere un lavoro tranquillo, ma che a Bari si trasforma in un lavoro a rischio e pericoloso". "Quanto al protagonista negativo della vicenda", continua Sasso, "faccia riflettere il fatto che alla domanda del controllore sul possesso del biglietto, il richiedente asilo ha risposto di essere del Cara e che lui il biglietto non lo fa, tanto nessuno gli può far nulla, e via calci e pugni ai lavoratori".


"E purtroppo", conclude Sasso, "probabilmente andrà a finire proprio come previsto dall’ospite del Cara. Chissà se dopo l’ennesimo episodio del genere a qualcuno non venga in mente di pagare agli immigrati oltre al vitto ed alloggio anche il biglietto dell’autobus o, e ce lo auguriamo, di aumentare la presenza delle forze dell’ordine sui nostri autobus".

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