La guerra ai tagliagole

Mosul, arrestato dalle forze governative l'assistente del "califfo" Al Baghdadi

L'offensiva per liberare la città è alla seconda fase, il premier iracheno al Abadi ha affermato che lo Stato islamico sarà sconfitto in Iraq nei prossimi tre mesi

Redazione
Mosul, arrestato dalle forze governative l'assistente del "califfo" Al Baghdadi

Battaglia a Mosul. Foto ANSA

Le forze irachene sono riuscite ad arrestare "l'assistente" del sedicente califfo dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, in un'operazione condotta nella parte orientale di Mosul, ultima roccaforte del gruppo terroristico in Iraq: è quanto affermato mercoledì alle agenzie da una fonte della sicurezza della provincia settentrionale di Ninive. "Il terrorista Abu Al Harit Matyoute, assistente del leader di Daesh (acronimo arabo di Stato islamico dell'Iraq e del Levante) al Baghdadi, è stato arrestato ieri notte sulla base di informazioni dell'intelligence fornite dai residenti della zona nel quartiere Al Bakir, nell'area orientale di Mosul", ha spiegato la fonte. "L'operazione - ha aggiunto - è stata condotta dopo che le forze di sicurezza hanno circondato la zona residenziale e l'edificio dove si nascondeva Abu Harith Al Matyoute".

Intanto le forze armate irachene hanno respinto un attacco dello Stato islamico contro due distretti a sud-est di Mosul, 405 chilometri a nord di Baghdad, uccidendo 61 terroristi e distruggendo tre veicoli bomba dello Stato islamico. Lo ha detto il vicecomandante della nona divisione corazzata dell'esercito iracheno, generale Walid Khalifa al Majid. "La 36ma brigata della nona divisione corazzata è riuscita a rispondere ad un violento attacco di Daesh nei distretti di Shaimaa e Al Nassir, a sud-est di Mosul", ha detto al Majid. Nella risposta all'attacco dell'Isis, durato più di tre ore, le forze irachene "hanno ucciso 61 terroristi e distrutto tre veicoli bomba", ha aggiunto il generale. Lo Stato islamico sarà sconfitto in Iraq "nei prossimi tre mesi" ha affermato martedì in conferenza stampa il premier iracheno Haider al Abadi. "Le condizioni attuali indicano che l'Iraq ha bisogno di tre mesi per eliminare Daesh", ha detto il capo del governo di Baghdad.

Le forze anti-terrorismo irachene stanno per lanciare la seconda fase dell'offensiva per liberare la parte orientale di Mosul, seconda città dell'Iraq e ultima roccaforte dello Stato islamico nella provincia settentrionale di Ninive. Lo ha detto il comandante della Seconda forza d'élite irachena, generale Maan al Saadi. "Le forze di sicurezza stanno completando ora i preparativi per lanciare la seconda fase della liberazione di Mosul est", ha spiegato martedì l'ufficiale militare libico. Il comandante iracheno aveva detto precedentemente che nella prima fase dell'operazione sono stati liberati 40 distretti su un totale di 56 presenti a Mosul est, con "grandi perdite umane e materiali" per lo Stato islamico. Tuttavia, le azioni suicide dei combattenti dell'Isis hanno costretto le forze irachene a ritirarsi più volte dai distretti liberati, per poi riprenderlo con l'aiuto dei raid aerei della coalizione.

A Mosul sono presenti 285mila edifici e i terroristi usano i civili come scudi umani e attaccano le aree liberate, per questo le operazioni per liberare Mosul procedono lentamente. Dopo l'ingresso delle forze irachene nella città, i raid della coalizione hanno cambiato obiettivi: prima si colpivano soprattutto i camion di rifornimenti e le autobombe guidate da attentatori suicidi, ora si distruggono le fabbriche che producono autobombe e i ponti, per evitare che Daesh si rafforzi e riceva aiuti. La battaglia per liberare Mosul dal giogo dell'Isis è iniziata lo scorso 17 ottobre e secondo le autorità irachene i combattimenti hanno causato finora almeno 125 mila sfollati.

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