Un'altra emergenza

Tribunali intasati dai ricorsi degli immigrati ai quali viene negato asilo

Solo ad Ancona, fra Tribunale e Corte d'Appello sono oltre duemila i procedimenti pendenti per il diniego delle richieste di protezione internazionale

Redazione
Tribunali intasati dai ricorsi degli immigrati ai quali viene negato asilo

Foto ANSA

Sono 2.313 i ricorsi pendenti da parte di immigrati ad Ancona, che intasano il Tribunale e la Corte d'Appello, riguardanti impugnazioni di primo e secondo grado contro provvedimenti con cui la Commissione territoriale ha respinto altrettante richieste di protezione internazionale. A fronte "dell'esplosione di questo tipo di sopravvenienze", dovute anche alla norma che ha introdotto la possibilità di fare ricorso al giudice ordinario, ha spiegato giovedì Carmelo Marino, presidente della Corte d'appello di Ancona, si sta intervenendo con "modalità organizzative eccezionali": in Tribunale sono stati applicati per 18 mesi alcuni magistrati extra distrettuali, mentre in Corte d'appello si opera solo con i giudici togati in servizio, oltre al ricorso agli ausiliari e a quelli onorari.

L'impennata di questa tipologia di procedimenti, ha osservato Marino, costituisce "un'emergenza che si è aggiunta a quella del terremoto". In particolare, sono 1.250 i ricorsi di primo grado contro i dinieghi dello status di rifugiato che pendono davanti al Tribunale di Ancona (unica competente per i ricorsi aperti in tutta la regione, così come unica è la la commissione territoriale, con sede ad Ancona). I procedimenti d'appello in corso davanti alla corte sono invece 1.063. La situazione di Ancona è solo un esempio di ciò che avviene in tutta Italia, con i tribunali intasati dai ricorsi presentati, grazie all'appoggio di associazioni, cooperative e sindacati, da quegli immigrati ai quali è stata respinta la richiesta di asilo e sono di fatto clandestini sul territorio nazionale.

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