INIZIATIVA TRA CALABRIA E SICILIA

Attaguile raccoglie istanze della Polizia penitenziaria e visita carcere Arghillà

Il sindacato CO.S.P. lamenta carenza del personale, disagi causati dalle condizioni di lavoro e anche “l’assenza di una caserma dedicata agli agenti con questi ultimi costretti a dormire nelle celle”

Fabio Cantarella
Attaguile raccoglie istanze della Polizia penitenziaria e visita carcere Arghillà

Attaguile con i delegati CO.S.P. e alcuni militanti

Il segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’ Angelo Attaguile, peraltro segretario della Commissione Nazionale Antimafia, ha visitato, dietro invito del sindacato nazionale della Polizia penitenziaria CO.S.P., la casa circondariale Arghillà di Reggio Calabria per raccogliere e dare voce alle istanze degli agenti di polizia penitenziaria che operano tra la Sicilia e la Calabria.

Quando il carcere ‘Arghillà’ di Reggio Calabria fu inaugurato nel luglio 2013, dopo lavori interminabili ed ancora oggi in alcune sue parti da completare, fu indicato come la possibile Casa Circondariale modello della Calabria per il recupero dei detenuti definiti di ‘media sicurezza’ per come era stato ideato e pensato. Ma a soli 3 anni e mezzo dall'apertura le problematiche, le carenze e i disservizi causati dalla inadeguatezza strutturale e dal numero esiguo del personale penitenziario nonché dall’aumento progressivo delle presenze dei detenuti – oggi ve ne sono 324 dai 160 iniziali, di cui quasi un terzo definiti di ‘alta sicurezza’, cioè ‘pericolosi’, che sono ospiti al terzo piano della struttura - sono venuti tutti a galla. Sarà stata forse la fretta a voler avviare una struttura che rischiava di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto assieme forse anche alla sottovalutazione dei rischi e dei problemi che questa area geografica purtroppo offre sotto l’aspetto della delinquenza organizzata e di quella comune.


Non sono serviti a nulla, durante questi anni, le numerose segnalazioni sia da parte del mondo sindacale che anche da chi ricopre un ruolo di responsabilità nel gestire ‘Arghillà’ a sensibilizzare chi decide ai cosiddetti ‘piani alti’ del ministero della Giustizia di poter pianificare nel modo migliore la funzionalità di questo carcere. Non rendendosi conto che tutto ciò mette in pericolo anche la stessa salvaguardia e sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria che operano in queste condizioni, oltre a tutti i rischi esterni ed interni che possono verificarsi.

Così oggi l’on. Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, accompagnato dall’avv. Fabrizio Trifirò e dal giornalista Luigi Stancanelli anch’essi esponenti del movimento, su invito del responsabile interregionale del sindacato della polizia penitenziaria Cosp Luigi Barbera, ha visitato la struttura per rendersi conto delle problematiche in cui versa. “E’ impensabile – ha detto Attaguile – che una Casa Circondariale venga gestita in questa maniera. Vi è da fare solo una lode particolare a tutto il personale che, con spirito di abnegazione, attaccamento alla divisa che indossa e responsabilità, riesce ancora oggi a farlo funzionare. Sia dalla direttrice del Carcere, dott.ssa Longo, che dagli stessi agenti e dal responsabile del Cosp mi sono fatto indicare le problematiche gestionali e, inoltre, mi sono fatto consegnare una copiosa documentazione sulla situazione reale. Purtroppo non ci sono parole per definire in modo appropriato quelle che sono tutte le problematiche in cui versa ‘Arghillà’”.

Attaguile, dopo un giro del Carcere per constatare le condizioni della struttura – in alcuni casi fatiscente nell’ospitare gli agenti penitenziari – e rendersi conto dei problemi gestionali nascenti dalla carenza dell’organico, che oltre a essere sottodimensionato, è costituito da diversi agenti che sono distaccati da altri istituti di pena con il rinnovo di tre mesi in tre mesi o semestrale, chiaramente con ripercussioni e disagi anche sulla loro vita familiare, oltre sotto l’aspetto economico, ha annunciato un’interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere un’ispezione immediata per risolvere i gravi problemi strutturali e gestionali, nonché per chiedere di chi sono le responsabilità di tutto ciò. “I nomi e i cognomi dei responsabili – ha assicurato Attaguile concludendo – devono essere resi pubblici. Non è più il tempo di coprire con cortine fumogene chi ha causato questa situazione paradossale con il rischio di scaricare le responsabilità su tutti e su nessuno. Sono vicino agli agenti penitenziari per tutti i sacrifici in cui operano e ringrazio il sindacato Cosp per aver segnalato queste gravissime inefficienze”.

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