La sfida per la "corona populista" d'Italia

Salvini a "Time": "Oltre l'Euro, con flat tax e stop immigrazione restituiamo l'Italia agli italiani"

"A differenza di Grillo - scrive il settimanale internazionale - è stato un sostenitore di Trump sin dall'inizio della campagna presidenziale e ora il cambio della guardia ufficiale alla Casa Bianca ha pompato il suo entusiasmo, fornendogli la prova che 'avere le idee chiare è la chiave per vincere'. E i suoi omologhi europei vedono in Salvini il prossimo "salvatore" d'Italia".

Redazione
INTERVISTA / Salvini a "Time": "Oltre l'Euro, con flat tax e stop immigrazione restituiamo l'Italia agli italiani"

Foto ANSA

La battaglia per la corona populista d'Italia è cominciata.

Da un lato c'è il ben noto Beppe Grillo, fondatore e burattinaio del Movimento Cinque Stelle (M5S), il più grande gruppo anti-establishment italiano, largamente considerato come importante fattore nella sconfitta referendaria dell'ex Primo ministro Matteo Renzi alla fine del 2016. Dall'altro c'è Matteo Salvini, 43 anni, alla guida della più grande forza di destra (riduttiva definizione di TIME n.d.r.) del Paese e, come dice in questa esclusiva intervista a TIME, la sola e unica autentica. Il premio? Essere forza determinante nel prossimo governo italiano, o forse esserne anche alla guida.

Fino ad ora il M5S è stato ampiamente considerato come il movimento emergente più importante. Lo scorso anno ha messo a segno vittorie alle elezioni comunali di Roma e Torino, e i sondaggi lo collocano poco sotto il 30%, appena dietro i democratici del PD, che attualmente guidano un governo transitorio di minoranza. Ma il partito di Grillo è stato accusato da critici e sostenitori di avere posizioni incoerenti: l'ex comico ha fatto marcia indietro sul progetto di chiedere l'uscita dell'Italia dall'Unione Europea, e il suo partito ha recentemente abbandonato il gruppo con il partito britannico di destra UKIP, salvo poi rientrarvi quando le sue avance a un altro gruppo centrista (il gruppo Alde n.d.r) sono state respinte.

Così, la Lega, più intransigente, sta cercando di lanciare una sfida al movimento populista di Grillo. Nonostante la sua quota di consenso si aggiri solo intorno al 13,5%, si tratta comunque di un netto incremento rispetto all'8,3% conquistato durante le elezioni del 2008 (e, soprattutto, rispetto al 4% conquistato alle ultime elezioni politiche del 2013 n.d.r.). Il partito - fondato nel 1989 come movimento per l'indipendenza del Nord Italia - ha partecipato in passato alla guida del Paese come alleato di Silvio Berlusconi, già dal suo primo governo del 1994.

Ora vuole farlo di nuovo. Sotto la guida di Salvini, il partito sta cercando alleanze nel parlamento italiano in vista di possibili elezioni in primavera, e lo sta facendo sulla base di una piattaforma programmatica dura e intransigente (hard-right, scrive TIME n.d.r.). "Siamo disponibili a fare alleanze con qualsiasi forza politica a condizione che vi sia condivisione dei punti chiave del nostro programma di governo: espulsione di tutti gli immigrati clandestini, uscita dall'Euro, maggiore severità in tema di controlli e sicurezza e una flat tax al 15% per colpire l'evasione fiscale, come Donald Trump ha proposto e come già si fa in Paesi quali Russia e Bulgaria" dice Salvini.

L'offerta, tuttavia, non è diretta al movimento di Grillo, che Salvini definisce come populismo "soft". "Di noi si sa dove siamo collocati, specialmente in ambito europeo. Ma i 5 Stelle? Ultimamente hanno fatto delle brutte mosse e hanno cambiato idea sull'uscita dell'Italia dall'Euro e sulla gestione degli immigrati clandestini". Salvini è convinto che gli elettori più "estremisti" del M5S si sposteranno sulla Lega, specialmente adesso che il neo-sindaco di Roma Virginia Raggi, scelta da Grillo, è stata coinvolta in scandali su alcune nomine politiche, contribuendo ad aumentare le divisioni all'interno del partito.

La rilevanza di Salvini sta certamente crescendo all'interno del circuito (di quella che viene definita n.d.r.) "estrema destra". Lo scorso fine settimana era l'unico politico italiano presente al meeting populista di Coblenza, in Germania, al quale hanno partecipato i leader "euroscettici" emergenti del gruppo "Europa delle Nazioni e della Libertà" al Parlamento europeo. C'era Frauke Petry del partito anti-immigrazione Alternative für Deutschland, Marine Le Pen del Front National francese, Geert Wilders dell'olandese Partito della Libertà e Harald Vilimsky, segretario generale del Partito della Libertà austriaco che lo scorso anno ha mancato di poco la vittoria delle elezioni presidenziali. I suoi omologhi europei vedono in Salvini il prossimo "salvatore" d'Italia.

Molti nel suo Paese, tuttavia, lo bollano come un "razzista sfacciato e un intollerante". L'anno scorso Salvini ha sollevato controversie proponendo di fermare gli sbarchi di immigrati semplicemente respingendoli rimanendo in mare (senza farli sbarcare, ma curandoli e assistendoli su navi n.d.r.), e ha chiesto la chiusura di tutte le moschee in Italia per tenere alla larga potenziali terroristi, causando le proteste della locale comunità musulmana. L'ARCI, un'associazione "progressista" (pro-freedom, scrive TIME, anche se "libertaria" non è il primo aggettivo che viene in mente per l'ARCI se si è italiani n.d.r) con un milione di iscritti, ha lanciato un monito ai cittadini chiedendo di non votare per la Lega e per le sue posizioni "estremiste e razziste".

Eppure, Salvini, da quando ne è alla guida, ha avuto sul suo partito un effetto di grande trasformazione. Rappresenta la Lega fin da quando aveva 20 anni (TIME scrive erroneamente 25 n.d.r.) come consigliere comunale, viene eletto al Parlamento europeo a 25 e nel 2013 viene incoronato leader del suo partito con l'88% dei consensi. La Lega era in uno stato precario: dopo la caduta di Berlusconi nel 2011, il partito aveva dilapidato il proprio consenso dopo gli scandali che coinvolsero il fondatore Umberto Bossi. Dopo aver sgomberato le macerie e archiviato gli scontri interni, Salvini ha tentato di dare al suo partito una nuova immagine. È stato il primo leader della Lega a guardare oltre i confini nazionali per stringere alleanze europee su battaglie comuni.

E ora guarda al di là dell'Atlantico. A differenza di Grillo, Salvini è stato un sostenitore di Trump sin dall'inizio della campagna presidenziale (addirittura fin dalle primarie repubblicane n.d.r.) e ora il cambio della guardia ufficiale alla Casa Bianca ha pompato il suo entusiasmo, fornendogli la prova che "avere le idee chiare è la chiave per vincere. E Grillo al momento non le ha" aggiunge.

"Penso che l'arrivo di Trump avrà un effetto positivo sull'Europa e sull'Italia: le sue posizioni sul disarmo nucleare, le nuove relazioni con la Russia e il suo piano di riportare negli Stati Uniti investimenti dall'estero stanno già innescando il cambiamento" dice Salvini. Un tema chiave del discorso inaugurale di Trump - restituire l'America agli americani - rispecchia il motto di Salvini "restituire l'Italia agli italiani" mettendo la parola "fine" all'arrivo di immigrati senza documenti che, dice il partito, rubano il lavoro agli italiani, drenano fondi per welfare e assistenza, e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini come potenziali minacce terroristiche.

L'uscita dell'Italia dall'Eurozona, tuttavia, è il suo principale obiettivo: "L'Euro è finito. Dobbiamo adottare una nuova moneta, non importa come la chiameremo - lira, sterlina, sesterzio romano". E Salvini non è preoccupato delle conseguenze che ciò potrebbe avere sul debito pubblico e sulla stabilità finanziaria dell'Italia: "Due terzi del debito pubblico sono detenuti dagli italiani, dunque non cambierebbe nulla" obietta. "Per la restante parte in mani straniere, possiamo sempre ridiscuterlo attraverso negoziazioni".

Dopo le dimissioni di Renzi in dicembre, c'è aria di elezioni per il 2017. Salvini è ansioso di votare presto. La campagna "Noi con Salvini" (il Movimento gemello della Lega nelle regioni del Centro-Sud, che usa per la campagna tesseramento 2017 il manifesto di "Salvini Premier" n.d.r.), mirata al supporto della sua candidatura come Primo ministro, ha aperto le sottoscrizioni. Lo slogan è "Idee, Cuore, Coraggio". I suoi account Facebook e Twitter salutano con "Buon 2017, Buon Vento del cambiamento", con una composizione fotografica dei leader populisti, da Trump a Putin, sorridenti, con Salvini - anche lui con un ampio sorriso -, al centro, vicino alla Le Pen. Resta da capire, però, se questo vento sarà abbastanza forte da spingere il populismo conservatore italiano verso una posizione di comando.

(Intervista di Silvia Marchetti, "Time", time.com, 26 gennaio 2017. Traduzione e note a cura della redazione del Populista)

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