Immigrazione e libertà

Germania, i nudisti dicono no al centro di accoglienza da 1,5 milioni di euro

Si dovrebbe affacciare sul lago che i cultori del corpo libero frequentano da oltre un secolo in Sassonia, dove continuano i disordini tra richiedenti asilo

Redazione
Germania, i nudisti dicono no al centro di accoglienza

Un gruppo di nudisti. Foto ANSA

È ormai guerra aperta nella provincia tedesca della Sassonia tra un club di nudisti fondato 111 anni fa e l'amministrazione locale. Tema del contendere l'apertura, proprio sul lago dove uomini e donne da oltre un secolo prendono orgogliosamente il sole senza veli, di un centro di accoglienza per clandestini. I nudisti, riferisce la Bild, hanno chiesto al governo regionale di realizzare, nell'ambito dei lavori per il centro che costeranno poco più di 1,5 milioni di euro, una palizzata che eviti agli ospiti della struttura, prevalentemente di religione islamica, di guardare chi pratica la "cultura del corpo libero". Ma di realizzare quella palizzata la regione non ha nessuna intenzione. Anzi, per tutta risposta, per evitare di offendere la sensibilità dei richiedenti asilo, lungo il lago sono stati installati dei cartelli che prescrivono in tedesco, arabo, albanese e persiano "l'obbligo di indossare il costume da bagno". Un obbligo che i nudisti non hanno alcuna voglia di rispettare: il circolo annuncia una battaglia a suon di carte bollate.

Sempre in Sassonia, sabato 25 giugno si sono verificati per gli ennesimi disordini in un campo di accoglienza, questa volta a Bautzen. Tre persone sono rimaste ferite negli scontri con la polizia, che nella notte è dovuta intervenire per sedare una violenta rissa tra una ventina di richiedenti asilo di diverse nazionalità. Gli agenti hanno sequestrato coltelli e spray al peperoncino; ci sono volute diverse ore per riportare la calma. I servizi di sicurezza tedeschi pochi giorni fa avevano lanciato l'allarme per l'aumento del numero di ceceni che raggiungono la Germania attraverso il confine polacco: nei primi quattro mesi del 2016 nel solo Brandeburgo, lo Stato che racchiude la capitale Berlino, ne sono arrivati 734, il triplo di quanti ne erano ne erano giunti nell'intero 2015. Parecchi sono i ceceni che arrivano proprio in Sassonia, dove sono stati intensificati i controlli lungo l'autostrada A4 che collega la Polonia alla Germania e che in molti hanno ribattezzato come "la rotta cecena". Una circostanza che preoccupa: per la maggior parte, infatti, si tratta di immigrati di religione islamica, una settantina dei quali è già sotto osservazione da parte dei servizi segreti tedeschi (BND) che temono legami con organizzazioni di stampo terroristico ed anche con l'Isis.

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