nemica del wahabismo

Maryan Ismail lascia il PD: "Interloquisce con gli oscurantisti dell'Islam"

Indignata per il sostegno all'islamica radicale Sumaya Abdel Qader, ha restituito la tessera dem ed ha scritto una lettera aperta a Matteo Renzi su Facebook

Redazione
Maryan Ismail lascia il PD: "Interloquisce con gli oscurantisti dell'Islam"

Ha sbattuto la porta in faccia al PD, l'ex candidata renziana e musulmana Maryan Ismail. "Constato con rammarico che le belle idee di rinnovamento politico e sociale che tanto mi avevano coinvolta, a Milano si sono tristemente schiantate. Per questo e per le scelte inopinate del PD milanese mi dimetto da tutti i ruoli e riconsegno la tessera. Sono sicura che da libera cittadina, svincolata dai lacciuoli di bassissimi equilibri locali di partito, potrò promuovere l'Islam in cui credo e che mi appassiona tramite il dialogo e lo scambio con i miei concittadini per ottenere l'attenzione e il rispetto che la mia religione si merita". Con questa lettera aperta pubblica su Facebook la donna, 56enne e da 35 anni in Italia, musulmana sufi somala e membro della segreteria metropolitana del Partito Democratico, chiude i ponti con i democratici.

Candidata a Milano alle ultime elezioni amministrative, nella lista del PD a sostegno di Beppe Sala, scrive in un post rivolto a Renzi: "Il segretario del PD milanese Pietro Bussolati e l’assessore Pierfrancesco Majorino hanno scelto di sostenere con forza la candidatura dell’indipendente Sumaya Abdel Qader, sociologa mussulmana ortodossa, responsabile culturale del CAIM che ora siede a pieno titolo in Consiglio Comunale". "Il PD milanese", aggiunge, "ha scelto di interloquire con la parte minoritaria ortodossa ed oscurantista dell’Islam, chiudendo il dialogo alla parte positiva e progressista che esige la separazione tra politica e religione e sostiene il ruolo della donna mussulmana in un’ottica di consapevolezza dei propri diritti e doveri di cittadina. Ancora una volta, le anime dell’Islam moderno, plurale e inclusivo non sono state ascoltate".

"Sono musulmana, laica e progressista. Mi considero parte di un Islam numericamente maggioritario, purtroppo finanziariamente inesistente e dunque totalmente inascoltato. Siamo chiamati a palesarci solo per fatti ricondicibili al terrorismo islamico. Non siamo neanche iconograficamente pittoreschi: veli e barbe non sono i nostri segni distintivi", ha scritto.

E ancora: "Il sindaco Sala ha più volte dichiarato che sarà Sumaya Abdel Qader l'interlocutrice per la costruzione della controversa Moschea, avversata da tutte le comunità islamiche cittadine che non si riconoscono nel Cordinamento Associazioni Islamiche di Milano (Caim). Noi islamici laici non perdiamo occasione per urlare la nostra contrarietà alla visione ortodossa di un Islam dove politica e religione sono profondamente intrecciate, identificabile in quel wahabismo della Fratellanza Islamica promosso da varie sigle nazionali e territoriali come Ucoii e la milanese Caim. Il riformismo spesso sbandierato da essi non significa rinnovamento bensì restauro della purezza delle origini ossia di una ortodossia ultraconservatrice".

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