Intervista al sociologo di sinistra

Brexit, Luca Ricolfi: "La sinistra di oggi disprezza il popolo"

"Mi preoccupa enormemente il fatto che i grandi media italiani condividano questo disprezzo per la gente comune. La politica manipola fatti e parole per aver sempre ragione"

Marco Dozio
Brexit, Luca Ricolfi: "La sinistra di oggi disprezza il popolo"

Foto ANSA

Luca Ricolfi, sociologo ed editorialista del Sole 24 ore, è uno dei pochi pensatori italiani veramente liberi e capaci di scardinare le mistificazioni del politicamente corretto. Spesso da una prospettiva di sinistra. Lo ha fatto per esempio con l’imprescindibile “Sacco del Nord. Saggio sulla giustizia territoriale” (Guerini & Associati 2012) in cui descriveva, numeri alla mano, la sistematica rapina di risorse ai danni delle regioni produttive del Paese. Una posizione fuori dal coro. Come quella sulla Brexit, in particolare sul livore antidemocratico manifestato da certa sinistra e dalla totalità dei grandi media italiani, incapaci di accettare e analizzare con una qualche obiettività il responso delle urne. Un disprezzo per il popolo e per la democrazia che Ricolfi definisce “enormemente preoccupante”, propugnato da “una sinistra che oggi è più elitista che mai” capace di “manipolare fatti e parole per avere sempre ragione”. 

 

Come lei ha ben descritto nell'articolo "Il popolo è sovrano se vota 'come deve'" pubblicato sul Sole 24 ore, l'esito del referendum sulla Brexit ha fatto emergere come la cosiddetta elite "democratica e illuminata", che vota a sinistra, sia in realtà pervasa da un sentimento di disprezzo del popolo e della democrazia. La preoccupa il fatto che questa "narrazione" sia poi quella propugnata dai grandi media italiani?

Sì, mi preoccupa enormemente. Dieci anni fa ho provato a descrivere (e denunciare) questo atteggiamento di disprezzo per la gente comune nel mio libro “Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori” (Longanesi 2006), e ho creduto per un attimo (intorno al 2013) che da questa malattia la sinistra stesse guarendo, anche grazie a Renzi. Ma mi sono sbagliato, la sinistra di oggi è più élitista che mai.

 

Com'è possibile che ancora oggi, a distanza di giorni, la linea dei media italiani e delle elite a cui fanno riferimento sia quella di mettere in discussione l'esito del referendum, addirittura esaltando una raccolta firme, falsata da adesioni farlocche, che chiede di ripetere la votazione? A quali interessi risponde questa impostazione antidemocratica?

Non credo vi sia alcun disegno, i media e le élite mi paiono in stato confusionale, più che vettori di una visione del mondo o di una strategia politica di qualche tipo. 

 

Come giudica il fatto che il fior fiore degli editorialisti nostrani abbia speso fiumi d'inchiostro sui giovani della generazione Erasmus azzoppati dai vecchi ignoranti, salvo poi scoprire che gli stessi giovani avevano disertato le urne? 

Non sono nella testa degli altri editorialisti, ma mi rallegra il fatto che vi siano anche voci fuori del coro, per lo più nelle testate minori. Ho apprezzato molto, ad esempio, gli interventi di Marco Tarchi e Carlo Ossola sul Fatto quotidiano.

 

Perché nell'analisi del voto britannico sono più considerati i sondaggi sui voti generazionali, effettuati dagli stessi sondaggisti che hanno fallito clamorosamente la previsione complessiva, che non i voti "reali", per esempio il "leave" che vince nelle roccaforti laburiste o il "remain" che diventa voto contro il centralismo britannico in Scozia, nelle contee a maggioranza repubblicana in Irlanda del Nord e in quelle del Galles a trazione indipendentista?

Credo che vi siano più ragioni. La prima è che non si è ancora capito (o non si è voluto ancora prendere atto) che i sondaggi sono quanto di più antiscientifico oggi passi come scienza. La seconda ragione è che il “voto anziano” pro-brexit ha fornito alle classi dirigenti europee un meraviglioso, inaspettato e insostituibile assist: finalmente l’amaro destino dei giovani, senza lavoro e senza prospettive in un’Europa ingessata, può essere attributo a qualcuno, e cioè a noi anziani che ne avremmo bruciato il futuro. Fantastico: 20 anni di malagestione del sogno europeo cancellati in un istante!


Gli scozzesi due anni fa erano egoisti e antistorici perché chiedevano l'indipendenza. Ora per la stampa nostrana sono diventati improvvisamente saggi e lungimiranti? O gli scozzesi sono giovani e istruiti e gli inglesi vecchi e rozzi?

Lasciamo perdere…

 

Gli stessi che ci dicono quanto sia sbagliato chiamare il popolo a esprimersi su faccende complesse, poi invitano gli italiani a votare Sì al referendum di ottobre su una complessa riforma istituzionale. Com'è possibile?

È possibile, anzi è l’essenza della politica oggi: manipolare i fatti e le parole, per aver sempre ragione.

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