ancora un miracolo di s. pio

Padre Victor: “Il tumore è sparito senza operazione”

La commovente storia di un’intera parrocchia ortodossa convertitasi al cattolicesimo dopo la prodigiosa guarigione della madre del prete locale

Alfredo Lissoni
Padre Victor: “Il tumore è sparito senza operazione”

Padre Victor racconta la sua esperienza all'emittente Padre Pio Tv

Guarita dal tumore senza alcun intervento medico. L’incredibile storia di Lucrezia Tudor inizia nel 2002 a Pesceana, Contea di Valcea, nella Romania centro-meridionale. La settantunenne signora rumena, madre di due figli, uno sacerdote ortodosso, l'altro affermato pittore, da tempo avvertiva continui dolori al petto, aveva la febbre alta e violenti colpi di tosse con fiotti di sangue. I molti dottori che aveva l'avevano visitata non erano stati in grado di formulare una diagnosi precisa, sino a che, dopo aver girato un numero imprecisato di ospedali, una TAC svelò l'arcano. La diagnosi fu spaventosa: tumore al polmone sinistro. A quel punto la famiglia al completo si riunì per cercare di capire cosa si potesse fare; decisero di interpellare i migliori specialisti della Romania, ma questi non poterono che confermare la diagnosi. “Anzi, scoprirono che oramai l'80% del polmone era compromesso; ci dissero che qualsiasi intervento chirurgico sarebbe stato inutile”, raccontano i familiari.


Il figlio prete, Victor, disperato, decise allora di interpellare il fratello Mariano, che vive in Italia e che vanta amicizie altolocate, compreso un notissimo oncologo medico personale di Bill Gates. “Faccia arrivare sua madre a Roma e tenterò di tutto per salvarla", rispose il professore. Ma anche il luminare non poté che con fermare la diagnosi dei colleghi rumeni; non solo, nel frattempo le condizioni dell'anziana signora erano peggiorate: la febbre aveva raggiunto i 40 gradi e la donna non riusciva a reggersi in piedi. In aereo fu costretta a viaggiare su una barella. “Quando il medico la visitò, si spaventò delle sue condizioni critiche", ricordano i figli; “e, dopo gli opportuni esami, il dottore affermò che qualsiasi operazione era fuori discussione. Qualsiasi intervento sarebbe stato inutile, le metastasi erano troppo numerose”. A quel punto il medico si limitò a prescrivere degli antidolorifici, per sedare i dolori che sarebbero stati lancinanti soprattutto in punto di morte. “Nostra madre però era serena”, ha raccontato padre Victor; “sapeva tutto ed accettò il suo triste destino. Con Mariano decidemmo che sarebbe rimasta a Roma, per essere più vicina all'ospedale”. E fu in quel momento che accadde l'incredibile.

Spiega padre Victor: “Mio fratello si occupa di arte sacra e stava lavorando per una chiesa vicino l'aeroporto di Guidonia; un giorno noi lo accompagnammo e mentre mia madre girava per l'edificio sacro, rimase affascinata davanti ad una statua di Padre Pio; da quel giorno fece amicizia con lui. Conversava per ore con la statua del Santo, come se fosse una persona viva, confidandogli tutto della sua vita, della sua famiglia e della sua malattia”. Quale non fu la meraviglia dei figli e dei medici quindici giorni dopo quando, dopo una nuova TAC, scoprirono che la massa tumorale era miracolosamente scomparsa! La donna, che era di religione ortodossa, aveva chiesto a Padre Pio un aiuto ed il santo l’aveva ascoltata.


“La guarigione prodigiosa di mia madre, compiuta da Padre Pio a favore di una donna ortodossa, mi colpì molto”, racconta padre Victor; “cominciai a leggere la vita del santo italiano. Raccontai ai miei parrocchiani quanto era accaduto. Tutti conoscevano mia madre e tutti sapevano che era andata in Italia per tentare un intervento chirurgico ma che era poi tornata a casa guarita senza che nessun medico l’avesse operata. Fu così che, nella mia parrocchia, si cominciò a conoscere e ad amare Padre Pio. Leggevamo tutto quello che potevamo trovare su di lui. La sua santità ci conquistava. Intanto, anche altri ammalati della mia parrocchia ricevettero grazie straordinarie da padre Pio. Tra la mia gente si diffuse un grande entusiasmo e, a poco a poco, decidemmo di diventare cattolici per essere più vicini al Padre”.


Il passaggio dalla Chiesa ortodossa a quella cattolica ha richiesto una lunga trafila giuridica. Ma padre Victor e i suoi parrocchiani non si sono scoraggiati. Anzi, hanno persino raccolto i soldi per la costruzione di una chiesa dedicata a S. Pio; alla posa della prima pietra erano presenti l’arcivescovo Metropolita di Fagaras, Lucian Muresan, e Alba Julia dei Romeni, cioè la massima autorità della Chiesa greco-cattolica in Romena. “Al termine della cerimonia”, racconta padre Victor, “il metropolita ha voluto conoscere mia madre, miracolata da S.Pio, e ha posato per una foto con lei”.

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