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Immigrati, Lamorgese pronta a smontare il lavoro di Salvini

"Penso che un accordo lo troveremo". Martedì è la giornata decisiva per capire se il Governo riuscirà a portare a casa entro l'estate il superamento dei dl Salvini

Redazione
Immigrati, Lamorgese pronta a smontare il lavoro di Salvini

La ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, sparge ottimismo: "Penso che un accordo lo troveremo". Martedì è la giornata decisiva per capire se il Governo riuscirà a portare a casa entro l'estate il superamento dei dl Salvini. E' infatti in programma al Viminale il terzo incontro - interlocutori i primi due - tra le forze di maggioranza per esaminare il nuovo testo cui sta lavorando l'Ufficio legislativo del ministero. A frenare sono i Cinquestelle, una parte dei quali (dal capo politico Vito Crimi al ministro degli Esteri Luigi Di Maio) non rinnega la linea dura promossa dal leader leghista. Non si arrestano intanto le partenze dal Nord Africa e dalla Libia arriva la notizia di sei vittime di una traversata conclusasi con un respingimento. Mentre a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha ricevuto il presidente del Consiglio presidenziale Libico Fayez al Serraj. Nell'incontro e' stata "ribadita la convinzione che la soluzione non puo' essere affidata al piano militare ma esclusivamente ad un impegno comune per il rilancio del processo politico per la stabilizzazione del Paese".

Nell'ultima riunione al Viminale, Lamorgese ha raccolto le proposte messe nero su bianco dagli esponenti di Pd, Leu e Italia Viva. I tre partiti - con qualche differente sfumatura - sono per un colpo di cancellino secco ai decreti Salvini ed un cambio di passo deciso sull'accoglienza. I Cinquestelle, partiti da una posizione 'minimal' - si' soltanto ai punti critici segnalati dal capo dello Stato Sergio Mattarella su multe alle navi umanitarie e causa di non punibilita' per la 'particolare tenuita' del fatto', alle ipotesi di resistenza, violenza, oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale - potrebbero accettare l'inserimento di altri punti e dovrebbero presentarsi al Viminale con un proprio documento. Giuseppe Brescia (e' atteso lui all'appuntamento di martedi') ha spiegato che si sta lavorando "per la massima condivisione all'interno del Movimento di alcune proposte che vadano a correggere alcune storture causate dai decreti a due anni dalla loro applicazione". In particolare, "e' essenziale riorganizzare lo Sprar per limitare progressivamente i Centri d'accoglienza straordinari". Sul ritorno allo Sprar, dopo che il Siproimi di Salvini ha tagliato fuori dal sistema i richiedenti asilo, concordano anche gli altri esponenti della maggioranza. Nel testo che era stato sottoposto da Lamorgese per la discussione, si allargava l'accoglienza del Siproimi anche ai soggetti vulnerabili.

C'era poi la cancellazione della megamulta alle navi ong, l'ampliamento dei permessi speciali - senza reintrodurre la protezione umanitaria cassata da Salvini - a chi ha gravi problemi psichiatrici, malattie o rischia di subire "trattamenti inumani e degradanti" nel proprio Paese; il dimezzamento dei tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni); l'iscrizione all'anagrafe comunale per i richiedenti asilo. I Cinquestelle sono pero' per modifiche "circoscritte" e, soprattutto, pongono il problema dei tempi. C'e' il fattore tecnico: con la pausa estiva alle porte non e' semplice convertire l'eventuale decreto legge in 2 mesi, tenendo conto che ce sono altri all'esame delle Camere. Ma va anche considerato l'aspetto politico: il gruppo pentastellato ha diverse sensibilita' su questo tema e rinviare a dopo le Amministrative di settembre sarebbe una boccata d'ossigeno. L'opposizione e' sul piede di guerra, Salvini in testa; ma anche Fi, con Mariastella Gelmini, attacca: "Le priorita' per l'Italia sono ben altre. A Palazzo Chigi si diano una svegliata, basta con la propaganda spicciola".

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