Aveva solo 18 mesi

Tragedia a Livorno: muore bimba lasciata in auto sotto il sole

La madre si è accorta dell'accaduto solo quando ormai era troppo tardi. Salvini interrogò la Commissione europea per chiedere l'obbligatorietà di sensori di allerta. Risposta? "Non ci risulta aumento dei casi"

Redazione
Bimba lasciata quattro ore in auto sotto il sole muore a Livorno

L'ingresso dell'ospedale pediatrico Meyer. Foto ANSA

Ancora una volta un genitore che dimentica di aver lasciato in macchina ciò che aveva di più caro, ancora lacrime e dolore per una tragedia apparentemente senza senso. Martedì mattina una mamma, come ogni giorno, avrebbe dovuto accompagnare le due figlie, di 6 anni e 18 mesi, rispettivamente al centro estivo e all'asilo nido prima di recarsi al lavoro. Dopo aver scaricato la più grande, forse sopraffatta dai troppi pensieri o dallo stress, si è però tragicamente dimenticata della più piccola, che dormiva sul sedile posteriore. Parcheggiata l'auto, la mamma è andata al lavoro, convinta che entrambe le figlie fossero al sicuro; all'ora di pranzo però, tornata alla macchina, ha visto la bimba priva di coscienza reclinata sul seggiolino, e ha drammaticamente realizzato. L'abitacolo si era trasformato rapidamente in un forno, a causa delle elevate temperature, e nonostante l'allarme immediato, per la piccola non c'è purtroppo stato nulla da fare.

La donna ha raccontato ai soccorritori di avere avuto "un vuoto di memoria improvviso" ed è iniziata una disperata corsa contro il tempo: dal parcheggio di Vada (Livorno) prima la bambina è stata trasportata all'ospedale di Cecina, poi a quello pediatrico Meyer di Firenze, dove è giunta in condizioni disperate. Alla fine non ce l'ha fatta e il suo cuore ha smesso di battere mercoledì, dopo un giorno di agonia. Sulla vicenda indagano i carabinieri, la mamma verrà probabilmente iscritta dal pubblico ministero Massimo Mannucci nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo e il corpicino della bimba sarà sottoposto a un'autopsia per definire con certezza la causa di morte. Le cronache sono purtroppo piene di episodi del genere, i medici - in questo caso - parlano di "amnesia dissociativa": persone che in passato hanno perso i figli nello stesso modo hanno parlato di un tragico "black out" che gli psicologi collegano allo stress e alla frenesia della vita moderna.

E per evitare queste tragedie, Matteo Salvini, nel suo ruolo di europarlamentare, nel giugno del 2013 aveva inviato alla Commissione europea un'interrogazione dal titolo "Bambini lasciati inavvertitamente in auto dai genitori o dalle persone che se ne occupano": "Ciò che rende la morte ancora più tragica, forse, è il fatto che in molti casi è il risultato di dimenticanza piuttosto che di abbandono, che si verifica quando i genitori o i «custodi» distratti ma altrimenti responsabili, inavvertitamente lasciano un bambino in macchina - aveva scritto il leader della Lega -. La maggior parte non si rende nemmeno conto di aver dimenticato il bambino fino alla fine della giornata, quando ne scopre il cadavere. La Commissione non crede quindi che potrebbe essere utile incoraggiare i produttori di automobili a introdurre un dispositivo che avverta non solo il conducente e gli eventuali passeggeri, ma anche la gente per la strada, quando un bambino è lasciato solo in macchina? Inoltre non si potrebbe, a lungo termine, rendere siffatto dispositivo obbligatorio in ogni nuova auto prodotta?".

Risposta dei burocrati europei? Evasiva e non risolutiva, del tipo "le faremo sapere", oltretutto con una chiusa assurda (e ridicola): "La Commissione non dispone di prove di un aumento della frequenza di tali eventi incresciosi nel corso degli ultimi due anni. Tuttavia, continuerà a monitorare attentamente la situazione e a considerare tutti gli aspetti pertinenti che potrebbero essere realisticamente affrontati in modo adeguato mediante norme sugli autoveicoli e sui seggiolini per bambini". Insomma, prima che la Commissione europea intervenga, si devono dimostrare aumenti statistici significativi di queste tragedie? Non basta la morte anche di un solo angioletto? Eppure la competenza a legiferare su questi standard è proprio dell'Europa, ma evidentemente sono più importanti le dimensioni delle vongole o qualche altra assurda normativa anziché la vita dei nostri figli.

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