Compagni di terrore

Attacco alla chiesa: identificato anche il secondo terrorista, fermati suoi familiari

In stato di fermo tre persone dell'entourage familiare di Abdel Malik Petitjean. Gli 007 francesi pensavano che il terrorista fosse ancora in Turchia o in Siria

Redazione
Attacco alla chiesa: identificato il secondo terrorista, fermati suoi familiari

Il video con i due terroristi. Da thesun.co.uk

Dopo la rapida identificazione di Adel Kermiche, mercoledì 27 luglio è stato formalmente identificato anche il secondo jihadista autore dell'attacco alla chiesa di Saint-Etienne-de-Rouvray: si tratta di Abdel Malik Petitjean, 19 anni, di Aix-Les-Bains, in Savoia, schedato con la lettera "S" delle persone radicalizzate a rischio di passare all'azione: il 29 giugno anche lui aveva tentato di andare in Siria per arruolarsi. Abdel Malik, noto anch'egli alle autorità transalpine come il coetaneo, era ricercato da cinque giorni dai servizi antiterrorismo che temevano un suo passaggio all'azione. Una nota segnaletica interna con tanto di foto diramata domenica sera dall'antiterrorismo alle forze dell'ordine francesi recitava così: "L'individuo sarebbe pronto a partecipare a un attentato sul territorio nazionale, potrebbe agire da solo o con complici".

La famiglia non aveva più notizie di lui da lunedì mattina e il suo telefono squillava a vuoto. Alla madre aveva detto che sarebbe andato sul lago di Annecy a trovare un cugino ma poi si è dileguato nel nulla, almeno fino a quando ha colpito in Normandia insieme al coetaneo jihadista compagno di terrore. I due attentatori sono comparsi insieme in un macabro filmato in cui promettono fedeltà all'Isis realizzato dall'agenzia di stampa del Califfato, Amaq. Nel video due parlano in arabo riferendosi ad Abu Bakr al-Baghdadi, uno di loro tiene in mano un laptop mostrando la bandiera nera dello stato islamico. Nella mattinata di giovedì 28 luglio tre persone dell'entourage familiare di Abdel Malik Petitjean sono state messe in stato di fermo, secondo quanto riferiscono i media francesi. Questi fermi sono cominciati ieri e "dovrebbero permettere di raccogliere elementi sul profilo dell'assassino".

Individuato dagli 007 turchi il 10 giugno scorso, lo jihadista francese fu segnalato 15 giorni dopo ai servizi di intelligence transalpini (Dgsi). A seguito della segnalazione, il ragazzo residente in Savoia venne schedato con la lettera "S". La procedura al suo rientro avrebbe dovuto permettere di far scattare immediatamente l'allarme e consentire, dunque, di fermarlo in tempo. La realtà, purtroppo, è un'altra: l'attentatore rientrò tranquillamente in Francia l'11 giugno, prima ancora dunque di venir inserito nella black list della radicalizzazione. Gli 007 francesi pensavano che fosse ancora in Turchia o in Siria e invece era già tornato, rientrato pronto a colpire in chiesa insieme al complice di morte Adel Kermiche.

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