Non sanno cucinare né mangiare

Cuoco italiano inforchetta la Francia

Mentre Macron fa il Nazionalista, ci pensa un cuoco a tenere alto il tricolore

Andrea Lorusso
Cuoco italiano inforchetta la Francia

Foto dal film "Quo vado?"

Il liberismo unidirezionale del Presidente francese Macron scrive una pagina bellissima di Francia in Europa ma non di Europa in Francia. Il suo finto bon ton presentato in campagna elettorale, si frange con un cinico nazionalismo, legale, ma contraddittorio con i suoi proclami propagandistici.

È il caso del porto di Stx-di Saint Nazaire, che i cugini d’Oltralpe vorrebbero nazionalizzare per evitare il controllo dell’italiana Fincantieri. Peccato che al contrario, il nostro Governo sia molto supino quando vengono a fare shopping da noi, portandosi via gioielli di famiglia ed asset strategici. Questo è il prezzo per non volersi bene, si dirà.

E così fuori dai gangli istituzionali e dei braccio di ferro di Nazioni semi-sovrane, ci ha pensato un cuoco bolognese di 56 anni ad infilzare con una forchetta di disappunto la cucina gourmet e la presunta superiorità bistrot.

Questa storia parte con una sconfitta, ovvero la chiusura dello storico locale culinario Divinis, a Bologna, ed il suo chef Maurizio Landi approda in Francia, terra di cui ama particolarmente i vini, finendo a lavorare in un ristorante a Beaujolais.

Qui allieta una clientela stellata, in un bistrò che però non apprezza le sue doti gastronomiche, infatti Landi si rifiuta categoricamente di far fumare nei suoi piatti una carbonara scotta, molle ed appiccicosa. La pasta si fa al dente, senza sé e senza ma. Difronte ad un buon piatto però, i  clienti non sanno mangiare, si lamentano e rispediscono indietro, dopo avere borbottato più volte con i titolari dell’esercizio, che si sono giustificati: “È italiano.”

Poi ancora nel tempo, all’orgoglio tricolore e deontologico del nostro cuoco, vengono inferte altre mortificazioni. Gli viene chiesto di preparare uno spaghetto alla bolognese, e per un autoctono emiliano che sa bene servano le tagliatelle, non va giù ancora una volta. Allora trovano un rimedio, Landi prepara il ragù e lo congela, quando è in giornata di riposo, i collaboratori lo tirano fuori, lo rovinano con pasta scotta ed immangiabile, e il gioco va avanti per un po’.

Ma la mediocrazia è imperante: “Togliti il grembiule”, così il proprietario lo licenzia. Poco male, ha già trovato un altro lavoro e difende ancora, con fierezza nostrana, la bandiera italiana.

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