l'ultima affittopoli

Reggia di Caserta: abusivi fuori, abusivi dentro

Il palazzo borbonico preso d'assalto l'anno scorso dai venditori di chincaglierie, oggi è occupato da parenti di custodi che si oppongono allo sfratto esecutivo

Redazione
Reggia di Caserta: abusivi fuori, abusivi dentro

Foto ANSA

"Negli anni sono stati fatti vari tentativi, ma puntualmente non si è mai riusciti a mandarli via". A parlare è Leonardo Ancora, responsabile del settore Architettura per la Soprintendenza della splendida Reggia di Caserta. Che non si riferisce però all'orda di venditori abusivi che la domenica si riversa nei giardini borbonici, ma ai dodici privilegiati a cui è stato concesso di abitare gli spazi regali, per solo 50 euro al mese (non un affitto, ma un'indennità di occupazione, vi dicono. Lo Stato sa e non fa nulla. Anzi, molto spesso i politici usano la location come passerella mediatica e televisiva). I custodi del palazzo, insomma. Solo che a chiamarli così s'incazzano pure. "Siamo operatori amministrativi", vi dicono. In realtà, non lo sono più, perché pensionati, e dunque avrebbero dovuto sloggiare da tempo. Ed invece nel palazzo vanvitelliano loro ci si trovano... da re.

Gli alloggi li hanno conservati e tramandati, di padre in figlio. Il primo  invito a sloggiare lo aveva ricevuto nel 2014 ma quasi tutti avevano fatto ricorso, bloccando il procedimento. Tanto si sa che, in questi casi, i tempi sono biblici. E poi c'è l'altro problema, la piaga dei venditori abusivi che assediano la splendida location prestatasi a pellicole come Angeli e demoni e ai prequel di Star Wars. L'anno scorso la vicenda finì su tutti i giornali, dopo che un vero e proprio assalto ai cancelli della Reggia era scattato la mattina del 5 maggio; non si era trattato delle riprese di un nuovo action-movie o della corsa frenetica dei turisti e delle scolareste desiderose di ammirare le meraviglie architettoniche ed i fantasmagorici giochi d’acqua di quella che fu la residenza estiva di Ferdinando delle Due Sicilie e di Gioacchino Murat.


Il tentativo – parzialmente riuscito – di abbattere la transenna posta davanti al cancello centrale della villa non aveva visto protagoniste orde di black bloc ma decine di venditori abusivi (guai a chiamarli “vu’ cumprà”, si offendono) in cerca di clienti cui rifilare la propria mercanzia. Una presenza che ormai è un classico, spiegano dalla Soprintendenza, ma che cresce quando al parco vanvitelliano arrivano le scolaresche in gita. Solo che quella massiccia carica di venditori abusivi in piazza Carlo III aveva avuto l’effetto di terrorizzare molti dei bambini delle scolaresche elementari e delle medie.


Era stato necessario l’intervento di una pattuglia dei carabinieri per disperdere gli abusivi e permettere la riapertura del varco d’uscita, rimasto interdetto al passaggio dei turisti e dei visitatori per oltre un’ora. La situazione era insostenibile, con oltre quaranta venditori abusivi che cercavano di vendere la merce ai turisti. Un fenomeno che nel corso degli anni ha assunto proporzioni preoccupanti. Non c'è proprio pace per la dimora degli ultimi Borboni.

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