curarsi con la fitoterapia

Indigestione, quel peso sullo stomaco

Si può manifestare facilmente come sgradita conseguenza di un pasto troppo ricco di grassi o troppo abbondante. Ecco cosa fare

Redazione
Indigestione, quel peso sullo stomaco

Quando si ingerisce più cibo di quanto il nostro stomaco è abituato a ricevere, lo si costringe ad un lavoro eccessivo che comporta innnanzitutto una esagerata secrezione dei succhi gastrici e di acido cloridrico. Di conseguenza le pareti gastriche si irritano, la digestione non avviene e i muscoli che tappezzano in più fasci lo stomaco si muovono in maniera scoordinata, provocando la comparsa di nausea o vomito. Altri sintomi tipici che compaiono in caso di indigestione sono crampi addominali, gonfiore, bruciori allo stomaco che possono risalire fino all'esofago e talora diarrea.


Generalmente l'indigestione non è un disturbo preoccupante e si risolve rimanendo digiuni per le ore immediatamente successive all'episodio e osservando una dieta leggera per i giorni a venire. Anche l'eventuale comparsa di qualche linea di febbre deve essere considerata collaterale all'indigestione. Solamente se gli episodi si ripetono con frequenza o se i disturbi non tendono ad attenuarsi anche dopo alcuni giorni di dieta è necessario consultare il medico.

Esistono alcuni rimedi omeopatici per chi vuole ridurre i disturbi che accompagnano l'indigestione. La Nux vomica per eccesso di alcolici; Antimonium crudum per l'indigestione causata da troppo cibo, quando la lingua si presenta bianca e ricoperta da una patina spessa ed è frequente l'eruttazione del sapore di ciò che si  mangiato. Argentum nitricum è utile per l'indigestione di dolci, quando i dolori si accompagnano ad eruttazioni brucianti; Bryonia quando i dolori peggiorano col movimento e si placano stando sdraiati e c'è sete marcata. Tutti i rimedi appena elencati si possono prendere fino a tre volte al giorno nella dose di tre granuli per volta, alla diluizione 5 CH o 7 CH, finchè non si ottiene un miglioramento dei sintomi.


Infine, la fitoterapia suggerisce di utilizzare la tintura madre di menta nella dose di 15/20 gocce per tre volte al giorno, o in alternativa di preparare un infuso di menta piperita (due prese di erba in una tazza di acqua, lasciando in infusione per una decina di minuti).

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