“Ombre nere” sul premio Nobel per la Pace 1964

Nel 2027 finirà il mito di Martin Luther King?

Il pastore protestante e leader dei “diritti civili” americano avrebbe avuto oltre quaranta amanti, partecipato ad orge e assistito inerte a uno stupro. Sono le rivelazioni sconvolgenti di David Garrow, autore di una biografia di King che sostiene di averle lette nei rapporti scritti dall’Fbi sulla base di registrazioni ancora segrete. Tutta documentazione pubblicabile solo nel 2027

Giuseppe Brienza
Nel 2027 finirà il mito di Martin Luther King?

La copertina della nuova edizione della biografia “Bearing the Cross”, pubblicata nel 1986 da David Garrow

Martin Luther King, nato “Michael King”, ad Atlanta il 15 gennaio 1929, è morto a soli 39 anni a Memphis, il 4 aprile 1968. Politico, attivista e pastore protestante (battista) statunitense, è stato nel 1964 il più giovane Premio Nobel per la pace del mondo e, ancora oggi, il suo mito brilla nel mainstream mediatico (ed ecclesiale) politicamente corretto. Ieri però un sasso è stato gettato nello stagno. Con rivelazioni riprese in Italia dal solo quotidiano “La Stampa”, che per questo si è beccato una marea di proteste e improperi sul web, la figura del pastore e leader dei “diritti civili” ne esce parecchio oscurata e malridotta.

Si tratta di informazioni sconvolgenti su Martin Luther King, riprese sull’ultimo numero della rivista britannica “Standpoint” e tratte dalla biografia Portando la Croce (“Bearing the Cross”), pubblicata nel 1986 dallo studioso americano David Garrow. L'articolo dice che King avrebbe avuto oltre quaranta amanti, partecipato ad orge e, persino, assistito a uno stupro, “guardando e ridendo mentre un pastore suo amico violentava una parrocchiana (Paolo Mastrolilli, Orge, violenze e 40 amanti: gli audio segreti dell’Fbi infangano Martin Luther King, in La Stampa, 27 maggio 2019, p. 24). Sono rivelazioni sconvolgenti che Garrow sostiene di avere letto nei rapporti scritti dall’Fbi sulla base di registrazioni ancora segrete.

È noto che Edgar Hoover, per decenni potentissimo capo del Federal Bureau of Investigation, aveva messo sotto sorveglianza King, per cercare di distruggerlo nella convinzione che fosse membro del Partito comunista degli Stati Uniti. Le registrazioni, attualmente custodite negli US National Archives, non potranno però essere rese pubbliche fino al 2027.

Garrow, che nel 1987 ha vinto il Premio Pulitzer con la biografia “Bearing the Cross”, ha scritto sulla rivista britannica Standpoint di aver potuto leggere i rapporti relativi a vari "incidenti" del leader nero. Per quanto odiosa fosse la pratica dello spionaggio, ha commentato, il loro contenuto “pone una sfida così fondamentale alla sua statura storica, da richiedere la più completa ed estesa revisione possibile”.

Lo spionaggio di Hoover, secondo Garrow, è stato per molti versi una pratica criticabile e, in parte, forse illegale. Quando però il pubblico potrà sentire le registrazioni dell'Fbi, il mito e la figura storica di King ne usciranno completamente distrutte.

Pochi sanno inoltre che, negli anni 1980, i lavori di un gruppo di ricerca istituito alla Stanford University per la pubblicazione dell’Opera omnia di King, sono stati bruscamente interrotti perché l’editore, già pronto da tempo, ha improvvisamente rinunciato alla stampa delle opere annunciate. Dopo i primi giorni di lavoro, infatti, i membri, discepoli e ammiratori fedelissimi del leader nero, si sono detti, testualmente, "increduli, sconvolti, avviliti" da quanto andava profilandosi sotto i loro occhi. Ha riportato al proposito Vittorio Messori che, i componenti del gruppo di lavoro della Stanford University, avevano allora scoperto "che buona parte di ciò che King ha lasciato - dai discorsi ai libri era stato copiato da altri autori: spesso, senza citare affatto la fonte; talvolta, limitandosi a una piccola nota che non faceva però sospettare l’imponenza del plagio. David Garrow, vincitore di un Premio Pulitzer per una biografia del pastore dall’impegnativo titolo di Portando la croce, ha dichiarato: 'La scoperta è stata per me un forte trauma. Perché l’ha fatto? La cosa è ancor più sconvolgente perché non rientra nell’immagine dell’uomo che ho conosciuto e amato'" (V. Messori, M.L. King, in La sfida della Fede, SugarCo, Milano 2008, p. 488).

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