Protagonista il sindaco della Lega rieletto con un plebiscito

Come Gorino. Due anni fa la ribellione di San Genesio contro i clandestini in hotel

Strade bloccate con i trattori e un lungo presidio per protestare contro le imposizioni del prefetto. Intervista a Cristiano Migliavacca, il primo cittadino che insieme alla popolazione oppose una resistenza civica all'invasione.

Marco Dozio
Come Gorino. Due anni fa la ribellione di San Genesio contro i clandestini in hotel

Due anni fa c’è stata un’altra “Gorino”, un altro esempio di resistenza civica all’invasione, alle imposizioni di uno Stato cialtrone che scarica le proprie inefficienze sui cittadini. Nel marzo 2014 la comunità di San Genesio ed Uniti, nel Pavese, si oppose all’arrivo di un gruppo di presunti profughi che il prefetto intendeva accomodare nell’unico hotel a 4 stelle del territorio. Anche allora fu una ribellione popolare e non violenta, con la partecipazione di decine e decine di cittadini che bloccando le vie d’accesso con i trattori e mettendo in piedi un presidio di 72 ore riuscirono ad avere la meglio, a scongiurare l’atto di forza di un prefetto che, al solito, stava calpestando la volontà della comunità e del sindaco eletto per rappresentarla, Cristiano Migliavacca della Lega. Lui si schierò dalla parte dei cittadini e fu premiato con una rielezione plebiscitaria del 68%, sbaragliando l’ex presidente della provincia di Pavia inchiodato al 32%.

Al presidio partecipò Matteo Salvini e l’attuale europarlamentare leghista Angelo Ciocca, accanto a persone comuni, lavoratori, cittadini di san Genesio preoccupati e indignati. Migliavacca rievoca al Populista.it quei giorni di mobilitazione popolare. Anche in quel caso, come in tanti altri, la prefettura agì senza concordare nulla con il territorio. “Il prefetto mi chiamò di notte dicendo che nel giro di due ore avrebbero mandato un gruppo di profughi nell’unico albergo 4 stelle di San Genesio. Voleva sistemare i clandestini nell’unica struttura ricettiva, di lusso, del paese. Un’assurdità”.

“A quel punto ci siamo mobilitati con i volontari della protezione civile e abbiamo deciso di bloccare le strade con i trattori, impedendo ai pullman di raggiungere l’hotel. Il prefetto però decise di far giungere i clandestini attraverso le campagne. Ma San Genesio non voleva demordere, i cittadini mi incoraggiavano a proseguire, così insieme e a 70 persone allestimmo un presidio di 72 ore davanti all’albergo, fino a quando il prefetto non ritirò la decisione”.

A chi pensa che si trattasse di una manciata di militanti, Migliavacca risponde così: “70 persone comuni parteciparono attivamente al presidio, mentre moltissime altre manifestarono il loro supporto portando cibi e bevande. Fu la ribellione della comunità di San Genesio”.

L’azione ha sortito anche un effetto deterrente, visto che da allora la prefettura non più tentato alcun tipo di blitz e ad oggi il paese non ospita presunti profughi a carico del contribuente. “Non ho fatto altro che il mio dovere di sindaco, quello di tutelare i miei concittadini. È inaccettabile che lo Stato regali sussidi a chi è entrato da 24 ore clandestinamente nel nostro Paese mentre quegli stessi sussidi sono negati a chi perde il lavoro o ai nostri anziani che non ce la fanno. Nella nostra provincia almeno un’ottantina di sindaci sono di questa opinione. La stessa dei cittadini di Gorino”.

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