La cantante massacrata dagli intolleranti di sinistra

Rita Pavone: "Ospitiamo in albergo i terremotati. Se lo facciamo per i profughi…"

Una frase di buonsenso, civile, ha scatenato i leoni da tastiera che l'hanno ricoperta di insulti. Chi non si omologa al pensiero dominante viene aggredito sul web da un plotone di esecuzione "social" che discrimina, denigra e ghettizza

Marco Dozio
Rita Pavone: "Ospitiamo in albergo i terremotati. Se lo facciamo per i profughi…"

Foto ANSA

Esprimi l’auspicio che i terremotati possano essere sistemati in strutture decorose, senza imbruttire per anni o decenni nello squallore dei container come accade in Italia, regolarmente, ogni volta che la terra trema? Ti auguri che gli sfollati che lo vorranno possano essere accolti negli alberghi, come succede oggi ai “profughi”?

Che oscenità. Roba meritevole di gogna pubblica. Gli intolleranti politicamente corretti, i dispensatori di odio, i professionisti dell’insulto da scagliare contro chi non la pensa come loro, non argomentano, non dibattono. Piuttosto abbattono. Un plotone di esecuzione “social” avvezzo alla discriminazione, pronto a colpire sul personale, additare, denigrare, ghettizzare. Non la pensi come loro? Sei un povero ignorante, forse non povero ma sicuramene ignorante, razzista e fascista.

Dolci epiteti rifilati come mazzate sui denti a Rita Pavone, “colpevole” di aver pubblicato questo tweet: "Tende no! Se ospitiamo in albergo coloro che accogliamo quotidianamente, a maggior ragione lo si faccia per i nostri connazionali terremotati". Un concetto morbido, moderato persino nella forma oltre che nella sostanza. Così lineare che nemmeno necessita di esegesi.

Eppure l’icona del pop è stata massacrata, tant’è che ha valutato di chiudere l’account Twitter. Aveva provato anche a specificare meglio il concetto: “Una volta che sono nelle tendopoli o nei containers, si rischia di veder passare anni prima che diano a questa gente una casa". Anche qui non si capisce dove stia il razzismo, forse nelle menti contorte di certi leoni da tastiera. Non è forse vero che in Campania vivono persone nelle baracche a 35 anni dal sisma? E che nell’Emilia governata dal PD, e a lungo da Vasco Errani, risultano famiglie abbandonate nei container a 4 anni dal terremoto?

"Di cose ne ho viste. Si sono salvati solo in Friuli perché la gente del posto si è tirata su le maniche e ha fatto da sé": persino in questa frase gli odiatori del “webbe” hanno scovato un pensiero razzista. Lei, sconvolta, ha provato a raccontare su Facebook il linciaggio mediatico: “Ho detto qualcosa di poco opportuno? Ho detto qualcosa di blasfemo? Ho detto qualcosa di offensivo? Eppure qui si è scatenato l'inferno! Mi sono beccata di tutto: da fascista, a schifosa razzista, a fomentatrice di razzismo. Un delirio”.

La “Gian Burrasca” della canzone italiana trova un’ottima definizione per gli intolleranti: idioti somari. “Parrebbe un paradosso visto che difendevo i miei di connazionali - dico miei perché, per chi non lo sapesse, io ho un doppio passaporto, svizzero e italiano, ed essendo di origini italiane, cosa di cui vado fiera, è ovvio che ci tenga molto alla mia gente e al mio Paese, dove, tra l'altro, voto pure. Inoltre, pur abitando da quasi 50 anni in Svizzera, pago regolarmente anche in Italia fior di tasse: il 30% alla fonte! Quindi, vedete, ho tutte le carte in regola per poter dire il mio pensiero senza venire azzannata da idioti somari”.

E ancora: “Sapete perché ho scritto quel tweet? Perché in casi di cataclismi, si parla sempre di tendopoli o di containers che dovrebbero servire SOLO ed esclusivamente per l'emergenza. Ma poi una volta che il momento emotivo è passato, che non si contano più i morti, che non si fanno più servizi televisivi sui superstiti e che quindi del terremoto non si parla più, ecco che le tendopoli e i containers rimangono. Ma delle case da ricostruire neanche l'ombra”.

Quindi chiarisce il discorso hotel. “È vero che la gente teme gli sciacalli, i quali una volta presi con le mani nel sacco dovrebbero essere buttati in una cella e la chiave gettata via per sempre!”. E che quindi le persone colpite dal sisma “preferirebbero non abbandonare mai le proprie case per non vedersi derubare del tutto, ma basterebbe una buona e stretta sorveglianza e questa povera gente non si vedrebbe costretta a stare all'addiaccio di notte, ma potrebbe riposare in un comodo letto come fanno coloro che ospitiamo: NON sono tutti in fuga da paesi in guerra, come ci vogliono far credere, ma la maggior parte vengono da noi per trovare una situazione economica più favorevole”.

“Quando in un social non puoi mai dire una tua opinione o un tuo parere, anche se questo viene espresso in forma più che educata e ciò nonostante tutte le volte rischi di venire travolto da "belle" parole di gente che non sa fare altro che apostrofarti come se fossi un'idiota solo perché fai un mestiere "leggero" come quello del cantante (…) preferisco allora chiudere il tutto onde evitare di dover sempre bloccare arroganti despoti e tiranni offensivi e maleducati che, credendosi i soli portatori di verità, manco fossero tutti degli Einstein, abbondano nei social con le loro fregnacce”.

L’artista, alla fine, ha deciso di resistere, non prima di aver lanciato una frecciata a qualche saccente collega: “Ci sono dei "guru" che pur facendo i cantanti come me e con un passato assai meno interessante del mio, hanno invece un altro tipo di accoglienza e di rispetto per le idee e per le opinioni che professano. Non faccio nomi, ma la casualità vuole però che tutti appartengano ad un solo partito....Sarà quello che fa la differenza ???? Sarà quello che dà l'imprinting per appartenere all'intellighenzia ?????”.

“Adesso avrete capito perché avevo deciso di chiudere il mio tw. Ma voi, Amici miei, con il vostro affetto e con i vostri bellissimi messaggi, mi avete indicato che non bisogna mai gettare la spugna. Soprattutto davanti alle meschinità e alla malvagità di certe persone. Allora ho rimesso i piedi per terra e mi sono rialzata, e adesso, credetemi, sono più combattiva che mai”.






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