Basta Legge Merlin!

Alle prostitute serve una posizione… INPS

Femministe e moralisti 2.0 pensano solo al politicamente corretto, dimenticando il mestiere più antico del Mondo

Andrea Lorusso
Alle prostitute serve una posizione… INPS

Foto novara.liberapiemonte.it

La prostituzione è un tema caro, e non per il prezzo delle prestazioni, ma per l’indissolubile legame che ha con la Civiltà da quando si porti memoria di un mestiere, non per niente, è il più antico del Pianeta. Forse per praticità, perché si sviluppa con l’intuito o la malizia, o forse perché più semplicemente, come il mercato recita, soddisfa un bisogno, in questo caso primario.

Con la fine dell’estate si chiudono i conti di una stagione molto importante per chi ha l’ombrellone aperto nei pantaloni, e la famosa trans Efe Bal ai microfoni di Radio Cusano Campus festeggia: “Per chi fa il mio lavoro, il mese di agosto è una meraviglia“, con la giusta dose di malinconia autunnale: “Ho lavorato tutto agosto, sono andata in vacanza solo quattro giorni a Londra. Ho lavorato molto bene. Invece a settembre quando gli italiani ritornano dalle vacanze c’è un momento di calma piatta, finiscono i soldi, cominciano le scuole, tornano a lavorare, gli uomini entrano in depressione, pensano di meno al sesso. Settembre non va quasi mai molto bene, i padri di famiglia devono ricominciare la loro vita quotidiana. Ad agosto invece si lavora da Dio, gli uomini sono sempre a caccia, mandano le mogli al mare e loro restando in città cercano compagnia. Le prostitute lavorano tantissimo ad agosto. A settembre di meno.“

Ha rimesso al centro del dibattito un tema importantissimo: “In questa estate si è sentito troppo spesso parlare di prostitute aggredite. È  vergognoso. Ci devono riconoscere dei diritti sociali, devono darci un nome, riconoscere il nostro lavoro. Il nostro lavoro è particolare, bisogna fare un controllo, una pulizia, vedere chi davvero fa la prostituta e chi invece delinque e crea pericoli e problemi ai clienti”.

Esiste una dignità ed anche una professionalità, che le lavoratrici sessuali vogliono vedersi riconosciute, perché si arrogano il diritto di fare ciò che vogliono col proprio corpo, perché non danneggiano nessuno e perché un domani vogliono godere, come qualsiasi prestatore d’opera, dei benefit contributivi e sociali.

La presenza del Vaticano e la Legge Merlin, negli anni, hanno diffuso un senso di ipocrisia generalizzato: “ Non è morale che lo Stato prenda i soldi da chi si prostituisce.” Così con la legge nr. 75 del 1958, portante il nome della senatrice socialista Lina Merlin, stiamo ignorando un business che coinvolge dai 3 ai 9 milioni di cittadini, con 90mila prostitute attive ed un giro d’affari esente da imposizioni fiscali di ben 3,6 miliardi di euro all’anno.

Soldi con cui
, tra IVA, IRPEF, indotto, potremmo promuovere politiche di sostegno alla famiglia, alla natalità, e pagare gli asili nido gratuiti a tutti i bambini sotto i tre anni d’età. Lo stesso sistema con cui, il Servizio Sanitario Nazionale si sovvenziona, ovvero tassando alcool e tabacco.

Ma aldilà della mera questione economica, vi è anche quella della sicurezza. Il 37% delle sex workers è di minore età, e questo sarebbe censito controllato e vietato dalla legge, ed il 65% del sesso avviene per strada, nel totale degrado, ed anche questo sarebbe severamente vietato da una legge, se si avesse finalmente il coraggio di regolamentare il settore.

La prostituzione non può essere vietata, e in Italia di fatto non lo è, se pure tutte le attività vicine, come l’adescamento, il lenocinio, l’induzione, o  i rapporti nelle vie delle città, lo sono. Perché non creare delle zone di tolleranza, lontane dai centri abitati, dai luoghi di culto e da quelli Sacri, in cui le lucciole siano registrate, controllate dal punto di vista sanitario, fiscale e contributivo? Perché non togliere queste donne al racket della mafia, dall'umiliazione della strada, e dare alle Escort, che liberamente vogliono esercitare questa professione, gli stessi diritti umani ed Occidentali di qualsiasi altro impiegato o libero professionista?

La Lega si impegnò in una raccolta firme per un Referendum
, ma è evidente che, finché Matteo Salvini non sarà al Governo, non potrà coronare il suo impegno di ristabilire un principio sacrosanto nel mondo del lavoro, con buona pace del Jobs Act e la fuffa degli Esecutivi di passaggio.

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