VIOLENZA BESTIALE

I Pm: bimba gettata dal Palazzo perché non voleva più subire abusi. La madre: marciscano in galera

Fortuna Lofreddo, sei anni, era stata vittima di reiterate violenze sessuali di cui è accusato Raimondo Caputo, 44 anni e la sua compagna è ai domiciliari con l’accusa di concorso in violenza sessuale sulla figlia di tre anni. Uno dei suoi bimbi, Antonio, era morto come Fortuna un anno prima

Alessandro Morelli
I Pm: bimba gettata dal Palazzo perché non voleva più subire abusi. La madre: marciscano in galera

Foto ANSA

Una bestialità inarrestabile che di fronte alle pulsioni non ha pietà neppure dei più piccoli fino ad arrivare a gettarli dal balcone a causa di un rifiuto di abusi. Questo il quadro che scaturisce dalle indagini che vedono protagonisti Raimondo Caputo e la compagna, Marianna Fabozzi, accusati per l'omicidio della piccola Fortuna Loffredo, bimba di sei anni vittima di violenze sessuali croniche, morta nel giugno 2014 dopo essere stata buttata dal balcone di una palazzina di Caivano, in provincia di Napoli.

Gli inquirenti si sono trovati di fronte ad una “omertosa indifferenza e colpevole connivenza” sono infatti stati i bambini a permettere di far luce sulla tragica fine della piccola Fortuna perché, secondo il procuratore aggiunto di Napoli nord, Domenico Airoma, che ha coordinato l’inchiesta: “Gli adulti ostacolavano le indagini, i piccoli hanno permesso una svolta” parlando del contributo dato da tre figli minorenni di Marianna Fabozzi che hanno permesso di superare il muro di omertà che ha protetto dall’interno dello stabile il 44enne ora accusato di violenza sessuale e omicidio volontario mentre la donna si trova ai domiciliari con l’accusa di concorso in violenza sessuale sulla figlia di tre anni insieme a Caputo. A lui l’ordinanza è stata notificata direttamente in carcere a Poggioreale.
Fortuna, sei anni, era stata ritrovata agonizzante il 24 giugno 2014 sul selciato dell’isolato 3 del Parco Verde del paese, e dall’autopsia era emerso che era stata vittima di “abusi sessuali cronici”. Dalle indagini è scaturito che Caputo il 24 giugno 2014 avrebbe costretto la piccola a salire sul terrazzo all’ottavo piano per poi lanciarla nel vuoto, “probabilmente a seguito del rifiuto del minore di subire l’ennesima violenza sessuale”. L’uomo, secondo gli investigatori, avrebbe costretto Fortuna a subire ripetuti atti sessuali; inoltre avrebbe abusato sessualmente di altre due minori, una delle quali compagna di gioco della piccola. La sua compagna, 26 anni, era la madre di Antonio Giglio, morto il 28 aprile 2013 a tre anni precipitando dal balcone dello stesso palazzo in cui morì un anno dopo la piccola, il tutto in un tremendo giro di pedofilia.

Domenica Guardato, la madre della piccola Fortuna, commentando l’arresto di Caputo ha detto: “Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall’altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia”.

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