Una pet therapy molto speciale

Nei maneggi italiani viene proposta l'onoterapia, un utile metodo riabilitativo grazie agli asinelli

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Nei maneggi italiani viene proposta l'onoterapia; un  utile metodo riabilitativo grazie agli asinelli

Nel 1978, il team della Walt Disney capitanato da un giovanissimo Don Bluth, realizzò un delizioso cortometraggio animato intitolato "The Small One" (L'asinello), tratto da un racconto per l'infanzia di Charles Tazewell. La celebre casa produttrice di cartoons, che deve molta della sua fortuna ai suoi personaggi animati espunti dal mondo animale, creò una storia molto commovente basata sull'affetto di un bimbo per il proprio asinello, che destinato ad una fine prematura ed ingiusta, viene alla fine riscattato in quanto diverrà l'asinello deputato a trasportare a Betlemme Maria e Gesù bambino.

Nei secoli purtroppo la figura dell'asino, non ha sempre goduto di fama positiva; se per i primi cristiani l'asino rappresentava la mitezza ed il bue la saggezza, entrambi animali che avevano accudito il bambinello, per i pagani spesso la sua effige era stata utilizzata per dileggiare i seguaci di Gesù (vedi il graffito di Alessameno). Inoltre questo animale proprio a causa del suo temperamento ostinato e testardo è divenuto oggetto di molti pregiudizi, tanto da essere etichettato come poco intelligente e da divenire sinonimo con il suo nome di alunni poco analfabeti e poco diligenti, come accade a Pinocchio che viene trasformato in asino, proprio per la sua indisciplinatezza. Ricordiamo anche la celebre opera letteraria latina "l'Asino d'oro" o "Le Metamorfosi" di L.Apuleio, in cui il protagonista per magia viene trasformato in un somaro ed incorre in molteplici disavventure prima di riprendere sembianze umane.

Dunque dai trascorsi antichi a quelli attuali, l'asino è stato oggi decisamente rivalutato, anche grazie alle nuove conoscenze etologiche; ma mai si sarebbe creduto quanto sarebbe stato importante la sua relazione con l'uomo nella pet-therapy. Difatti già applicata con ottimi risultati in Svizzera, Stati Uniti e Francia, l’onoterapia inizia a trovare estimatori anche in Italia in virtù proprio del ritorno sereno alla natura grazie all'accosto ad un animale docile e tollerante. Infatti la sua capacità d'interazione molto attiva e sociale vedrebbe il suo impiego associato a tutti coloro che soffrono di disturbi di personalità, cardiopatici, bambini, anziani, portatori di handicap o di autismo.

Grazie infatti all'indole pacata ed al sapersi rapportare mediante uno sguardo molto suadente, languido e confortante che incontra sempre quello umano, l'asino è diventato indubbiamente un terapista "doc" per le cure riabilitative e psicologiche. La sua piccola taglia, la sua lentezza ed il suo manto morbido consentono di generare una affiliazione molto speciale e rassicurante. Queste modalità scandiscono, mediante l'intermediazione dell'operatore che sollecita il feeling paziente-asino, sia andature monotone e calibrate, sia l'apprendimento di cura e protezione verso l'animale da parte del soggetto malato.

Importantissimo l'uso del tatto, tramite la mano che diviene un perno comunicativo ed affettivo, un "trait d'union" fondamentale tra paziente ed asino. L'avvicinamento a questo animale viene realizzato con gradualità e con modalità rilassanti che prevedono passeggiate boschive con lui, carezze ed accudimenti graduali. Secondo la studiosa Patrizia Reinger Cantiello, autrice del libro "L'asino che cura", Carocci editore, la diffusione dell'onoterapia sarebbe dovuta alle peculiarità intrinseche dell'asino che dotato di una grande inclinazione per l'intreccio di una relazione famigliare e dotata di tempi e spazi molto lenti e ponderati, rappresenterebbe una risorsa ineludibile per la cura di molte disabilità fisiche e psichiche.

Queste sue facoltà interattive così profonde e le sue potenzialità curative devono indurre la comunità scientifica ad approfondire l'onoterapia ed a proporne l'attuazione affiancandola ai farmaci ed alle terapie tradizionali. Si è notato che l'asino funge da intermediario tra medico paziente ed operatore, creando una condizione ambientale molto rassicurante capace di rendere il paziente più recettivo alle cure. Gli effetti dell'onoterapia sono stati soprattutto riscontrati tra i bambini e gli adolescenti affetti da sindrome Down, in quanto il carattere dell'asino è per così dire modulato sul richiamo ad un approccio gestuale, mimico e tattile, schemi performativi tipici di questi periodi evolutivi.

Proprio grazie al contatto visivo, al gioco, alla possibilità di coccolare ed accarezzare l'asinello, essi riescono ad ottenere una fonte di benessere, e ad essere stimolati all'autonomia personale nonché allo sviluppo linguistico e comunicativo. L'animale diventa così uno "strumento" nobile e dinamico per offrire supporti emotivi, psico-motori e sociali realmente utili anche nelle patologie dei disturbi della alimentazione. Sarebbe soprattutto l'importante codice comunicativo instauratosi tra asino e paziente a stimolare la concentrazione ed il senso di responsabilità, e soprattutto una maggiore fiducia in se stessi.

Per saperne di più:

- Asinomania (Eugenio Milonis), via di Valle Iuva, 1, Introdacqua (AQ). Tel. 086447501
- Agriturismo Montebaducco, via Boiardo, 26, Salvarano di Quattro Castella (RE). Tel. 0522886375
- Azienda agricola Lungaserra Valle Pesio, via Vigna, 2 bis, Chiusa di Pesio (CN). Tel. 0171734514
- www.asinoperamico.it

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