qualcosa si muove nelle alte sfere...

Mike Pompeo, un ufologo alla corte del re

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Mike Pompeo, un ufologo alla corte del re

Foto ANSA

Mike Pompeo, l'ex direttore della CIA che nei mesi scorsi aveva ordinato la messa on line di migliaia di documenti X-files sugli UFO e sul paranormale raccolti in quarant'anni dall'Agenzia di spionaggio, è neo segretario di Stato. A nominarlo, qualche giorno fa, è stato Donald Trump. E c'è da chiedersi quali risvolti possa avere questa improvvisa promozione, per i fans della ricerca nel mondo del mistero. Promoveatur ut amoveatur, cioè sia promosso per essere rimosso, oppure dietro il nuovo incarico si nasconde il tentativo di "scippare" informazioni segrete sugli UFO a Paesi estranei al blocco NATO ed ex comunista, che sull'argomento possono avere tanto da dire?


Perchè in queste ore Pompeo sarà in "tour" in Medioriente, vale a dire in quelle terre ove, secondo molti ufologi, tutto cominciò: ove scesero quegli esseri che i testi religiosi antichi chiamano i "Veglianti" o "Vigilanti" (Watchers, in inglese) e ove da secoli di tramandano "leggende" di incontri ravvicinati con "angeli" e "giganti" (Giborrim, Jinn, Bene-Elohim, Annunaki ecc...). E ove tuttora i "tapak tahìr", per dirla con la dizione araba, continuano ad essere visti, schedati e immortalati.


Pompeo è giunto sabato a Riad, in Arabia Saudita, la prima tappa del tour in Medio Oriente che lo vedrà poi in Israele e Giordania. La visita, la prima dalla sua conferma a capo del dipartimento di Stato, è - scrive l'Ansa - "occasione di colloqui a più livelli e precede di pochi giorni scadenze cruciali per gli equilibri della regione, dal nucleare iraniano al trasferimento dell'ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme". Ma siamo sicuri che si tratti solo e soltanto di questo? 


Perché sarà solo un caso, certo, ma "guarda caso" proprio Israele, nei mesi scorsi, a giugno, aveva testato con le IDF, le Forze di Difesa Israeliane, un cyber-addestramento per l’Aeronautica Militare, basato sul presupposto che il Paese potesse essere attaccato dagli alieni. Il singolare training fu così spiegato da Affaritaliani.it: "L’esercitazione si è basata su uno scenario in cui il mondo era sotto attacco da invasori alieni, e la tecnologia IDF ha affrontato la sfida di sabotaggio dei sistemi tecnologici avanzati da parte di navi aliene". Per essere una semplice simulazione al pc pensata per "invogliare i più giovani" (da quando in qua i cadetti devono essere invogliati? Obbediscono e filare, punto e basta), come ha raccontato il tenente colonnello Meir Indor, comandante dell’unità di ingegneria dell’IDF, direi che lo scenario è stato sin troppo dettagliato, per essere di pura fantasia. E la conferma ci viene da un altro militare israeliano.


Secondo il capo della sicurezza informatica, il maggiore Gil Limon, durante l’addestramento, tutte le attrezzature utilizzate dai militari, "erano interconnesse tra loro per hackerare i sistemi in una rete di computer aliena,  per ottenere informazioni dai loro sistemi nel tentativo di proteggere i sistemi di difesa FDI". Insomma, Independence Day fatto realtà. Vogliamo ancora credere che si sia trattato solo di un test?


Quanto all'Arabia Saudita, ove si trova Pompeo in queste ore, non si è ancora spento il clamore di quell'avvistamento UFO su Medina, avvistato e fotografato da molti nel gennaio 2014 (e che il solito scettico James Oberg ha liquidato come un frammento in caduta libera de satellite cinese Chinasat-9 lanciato nello spazio nel 2008), presumibilmente schiantatosi non lontano da La Mecca. Alieno o terrestre che fosse l'ordigno avvistato, l'episodio fu tale da destare notevole preoccupazione, in quanto accaduto nella zona santa e sacra per eccellenza per i musulmani. E non è la prima volta che questo accade. Già nel 2016 un altro disco volante si era schiantato nella regione di Jizan, ad Arraith. Il governatore della città, Abdul Rahman Al-Osaimi, smentì in seguito la notizia e cercò di tranquillizzare la popolazione allarmata (che più che ad un UFO pensava ad un attacco aereo americano) dicendo di "essersi recato personalmente sul luogo del presunto incidente e di non avere trovato nulla di insolito". Non fu creduto.


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