delrio: "no alle province, sì al taglio dei parlamentari"

Il Pd strizza l'occhio a Di Maio: "Sì al salario minimo"

"Siamo d'accordo, lo abbiamo proposto per primi: certo andrebbe discusso come realizzarlo"

Redazione
Il Pd strizza l'occhio a Di Maio: "Sì al salario minimo"

Il Pd strizza l'occhio ai Cinquestelle. E Graziano Delrio, intervistato oggi su La Stampa, dichiara: "Sulle province si vede che Salvini ha bisogno di qualche poltrona in più e la sua è solo una manovra elettorale, fanno bene i 5 Stelle a dire no all'elezione diretta" e il Pd è pronto a discutere con i grillini di salario minimo e conflitto di interessi".

Il capogruppo Pd continua: "Noi siamo favorevoli al taglio dei parlamentari, anzi per noi bisognerebbe avere una sola Camera, a differenza di quanto vogliono fare loro. La loro riforma è un pasticcio, che produrrà uno scollamento tra i territori e i parlamentari eletti in collegi molto più grandi di ora. E poi non si capisce a cosa serva un Senato di 200 persone e perché bisogna fare avanti e indietro due volte con la stessa legge tra una Camera e l'altra. Noi vorremmo tenere una sola Camera con 500 deputati, cioè meno di quanto prevede la loro proposta, trovando il modo di rappresentare gli enti locali. Sul principio siamo d`accordo, sul come applicarlo no".

"Sul salario minimo siamo d'accordo, lo abbiamo proposto per primi: certo andrebbe discusso come realizzarlo. Per noi va fatto in accordo con i sindacati. Sul taglio degli stipendi diciamo che serve loro per recuperare qualche punto nei sondaggi: se accettassero di discuterne seriamente si potrebbe trovare un'intesa. Conflitto d'interessi? Assolutamente sì, ma deve riguardare tutti, anche la trasparenza di piattaforme informatiche e la manipolazione dei dati", aggiunge.

Sulle province, Delrio spiega che "le 76 province a statuto ordinario hanno una loro regolamentazione, sono rette da assemblee di sindaci e la manutenzione di strade e scuole sono le funzioni fondamentali. E i sindaci che le governano sono pienamente autorevoli, non è che l`elezione diretta dia più autorevolezza ad un'istituzione. Altrimenti vorrebbe dire che il presidente della Repubblica non lo è e che le province non lo erano prima del '93".

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