Germania nel caos

Dopo la strage di Berlino i tedeschi chiedono più sorveglianza e poliziotti

Il 60 per cento si dice favorevole a installare più telecamere. Intanto divampano le polemiche sui buchi nelle attività dell'intelligence e sulle "porte aperte"

Redazione
Dopo la strage di Berlino i tedeschi chiedono maggior sorveglianza nei luoghi pubblici

Foto ANSA

Secondo un sondaggio d'opinione dell'istituto demoscopico YouGov diffuso martedì dalla Deutsche Presse-Agentur, dopo l'attentato di Berlino la maggioranza dei tedeschi (il 60 per cento) si dice favorevole ad una maggiore videosorveglianza negli spazi pubblici. Il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziére a seguito di quanto avvenuto e pressato dalle richieste della popolazione è stato costretto ad esortare il Senato di Berlino a riconsiderare "urgentemente" la propria posizione contraria all'estensione dell'utilizzo delle telecamere. Secondo il sondaggio, il 73 per cento dei tedeschi è favorevole ad un aumento delle forze di polizia, e il 61 vorrebbe miglior equipaggiamento per gli agenti. Il governo ha stabilito che i militari possano intervenire in aiuto alla polizia in caso di attacchi su grande scala, ma non è stato determinato con quali poteri e compiti.

Intanto nel paese della Merkel le polemiche sui buchi nell'attività dell'intelligence tedesca divampano: quando le agenzie di sicurezza parlano di "individui pericolosi", le loro liste non dicono più di questo. Stando allo stesso De Maiziére alla Bild, gli uffici della polizia di Stato e la polizia criminale federale decidono autonomamente quali criteri e priorità determinino la "pericolosità" dei soggetti attenzionati, e non esiste nessuna definizione legale al riguardo: attualmente sono 200 gli individui genericamente "pericolosi". Il numero è elevato e c'è stato un aumento significativo dal 2014, dopo l'apertura delle frontiere e l'adozione della politica dell'accoglienza e delle porte aperte da parte della cancelliera. Ora la Csu preme per un inasprimento delle norme e chiede all'Spd, di individuare criteri ben definiti sul "pericolo per la sicurezza pubblica".

Secondo l'articolo 33 della convenzione di Ginevra, un profugo perde il diritto all'asilo se costituisce un pericolo per il paese che lo ospita ed è condannato per un crimine particolarmente grave, ma in Germania esistono numerosi paletti e tutele. Nel Reno-Vestfalia del Nord la detenzione preventiva non può durare più di un singolo giorno, in Baviera e Baden-Wuerttemberg 14, a Berlino 4: la legislazione è eterogenea e il presidente della Cdu della Renania settentrionale-Westfalia, Armin Laschet, si è detto favorevole, dopo gli eventi di Berlino, a una maggiore restrizione della libertà personale in caso di pericolosità dell'individuo. In pratica, scrive la Sueddeutshce Zeitung, si richiede un'inversione della presunzione d'innocenza; la proposta era già stata avanzata nel 2007 dall'allora ministro dell'interno Wolfgang Schauble.

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