Suona la sveglia per la Merkel

I bavaresi: "Riportare in Africa gli immigrati intercettati in mare"

La proposta degli alleati della cancelliera: "Interrompere l’automatismo secondo cui tutti coloro che vengono salvati nel Mediterraneo possono sbarcare in Europa”. E poi: "Limitare i ricongiungimenti e accelerare le procedure di espulsione per chi delinque"

Redazione
I bavaresi: "Riportare in Africa gli immigrati intercettati in mare"

Merkel e Seehofer - Foto ANSA

In Germania gli alleati di Angela Merkel si stanno svegliando dal torpore. E intimano alla cancelliera di “riportare in Africa gli immigrati intercettati in mare”. La proposta arriva dagli autonomisti bavaresi della Csu, partito gemello della Cdu guidata dalla Merkel, attraverso un documento intitolato “Sicurezza per la nostra libertà”. I cristiano-sociali chiedono dunque di "interrompere l’automatismo secondo cui tutti coloro che vengono salvati in mare possono sbarcare in Europa”. “Tutti coloro che riescono comunque a raggiungere la Germania e che non hanno un passaporto o non forniscono un'identità devono essere fermati al confine e portati nei centri di transizione finché non vengono identificati". Insomma anche da quelle parti capiscono che una politica seria di rimpatri è fondamentale per garantire un argine all'invasione in atto.

Nei giorni scorsi la Csu aveva parlato della necessità di porre un tetto annuale agli ingressi di stranieri (200mila) dopo che la politica delle porte aperte voluta dalla Merkel ha determinato l’arrivo di 1.100.000 immigrati nel giro di un anno. Con relativo aumento della criminalità, della minaccia terroristica e dei reati di natura sessuale (vedi stupri e molestie al capodanno di Colonia). I bavaresi chiedono inoltre di limitare i ricongiungimenti e di accelerare le procedure di espulsione per chi delinque. “Non si deve consentire poi che persone come l'attentatore di Berlino, con diverse false identità, viaggino indisturbate attraverso l'Europa”. Infine si auspica un rafforzamento della videosorveglianza in tutti i luoghi pubblici. Il presidente del partito Horst Seehofer spinge già da mesi sul tasto della sicurezza e minaccia la fine della collaborazione con la Cdu se questa non modificherà la sua politica di sicurezza e di asilo.

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