Sì a Quota100: l’Italia è tra i paesi più sostenibili d’Europa

Andrea Recine
Sì a Quota100: l’Italia è tra i paesi più sostenibili d’Europa
Nel 2011 Bagnai in “I Salvataggi che non ci salveranno (Goofynomics 16 novembre 2011) aveva chiaramente evidenziato che eravamo in un problema di finanza privata (debito accumulato nei confronti di creditori esteri), e non di debito pubblico che effettivamente era la gamba sana. A queste conclusioni arrivò nel 2014 il vicepresidente della BCE Vítor Constâncio e nel 2015, dopo anni di austerità, questa divenne la posizione degli economisti mainstream (F. Giavazzi e R. Baldwin: The Eurozone Crisis: A Consensus View of the Causes and a Few Possible Solutions” pubblicato su VoxEu.org settembre 2015). Tutti si ricordano il Ministro Fornero che “per salvare”(secondo lei) il paese ha dovuto varare la sua “necessaria” riforma pensionistica (ricordiamoci che la Lega fu l'unico partito ad opporsi). Ma cosa dice la FIG1. cioè l’indicatore di sostenibilità del debito pubblico(S2) che tiene conto delle passività implicite nel sistema pensionistico?( tratto dal Fiscal sustainability report 2012) Che l’unico paese che si trovava nella “zona sostenibile” era l’Italia, che aveva ed ha anche una posizione fiscale favorevole, dovuta all’avanzo primario (cioè la spesa al netto della spesa per interessi) che l’Italia mantiene da più di vent’anni. Lo stesso vale per l’indicatore del 2011 che ci fa capire come la riforma non era “necessaria”. Come sottolinea Felice Roberto Pizzuti della Sapienza (La bomba sociale delle pensioni, economiaepolitica.it), la riforma serviva a fare “cassa” utilizzando il sistema pensionistico come una sorta di “Bancomat”, visto che il bilancio del sistema pensionistico è in attivo dagli anni ’90, e visto che nonostante l’invecchiamento della popolazione, la spesa pensionistica in rapporto al PIL è in calo( Rapporto sullo Stato Sociale 2017, previsioni aggiornate da Tancioni e Begiraj, disponibili su economiaepolitica.it). L’inutilità e addirittura la dannosità della riforma Fornero l’aveva evidenziata l’attuale presidente dell’INPS che sosteneva come la riforma aveva incrementato la disoccupazione giovanile e quindi si doveva smantellare. “Increases in the retirement age and labour demand for youth”(Boeri, Garibaldi e Monen 2016, VoxEu.org). Lo stesso Boeri che oggi attacca il governo per Quota 100 e si erge a paladino della Fornero. Nel Debt sustainability monitor del 2017 l’Italia è entrata in una zona di criticità, causata dalla “cura “ dell’austerità che ha portato il debito dal 116% al 130% del PIL. Si è aggredito il reddito degli Italiani per migliorare i conti con l’estero e recuperare competitività (attraverso politiche deflattive).Cioè quello che hanno iniziato a capire in molti: se non puoi svalutare la moneta, devi svalutare il lavoro (esattamente quello che stava per fare Macron prima delle proteste dei gilet jaunes). Cosa che il nostro caro Monti ha detto pubblicamente alla CNN:”We're actually destroying domestic demand through fiscal consolidation”. La Francia si trova esattamente in questa situazione, e prima o poi esploderà, come d’altro canto non se la passa bene il sistema bancario tedesco, completamente marcio, con Deutsche Bank che è sull’orlo del fallimento, in un paese (la Germania) dove la disuguaglianza e il precariato stanno esplodendo. L’ultimo rapporto 2018 sulla stabilità finanziaria di Bankitalia (disponibile online) ci rassicura sulla sostenibilità del nostro debito, il più sostenibile tra i paesi europei (indicatore S2), debito privato di famiglie e imprese tra i più bassi e saldo estero positivo. Situazione opposta per la Francia con un indicatore di debito meno sostenibile (detenuto per il 61% da non residenti), alto debito privato e un grave debito estero che rende la Francia in deficit con l’estero e quindi più a rischio dell’Italia in un eventuale shock economico, nonché dipendente dalle importazioni. Tutto ciò giustifica l’intenzione del Governo di intervenire con Quota100, obiettivo cardine del programma economico della Lega. Sta crollando il mito delle “regole” che danneggiano tutti. Cosa accadrà dopo la fine del QE di Draghi e chi sarà il suo successore? Come sarà composto il nuovo parlamento europeo e chi guiderà la commissione?

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