Eseguiti gli ordini di Trump

Nonostante i giudici, gli aeroporti hanno bloccato i musulmani diretti in America

Il decreto del presidente americano che vieta l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana applicato in tutto il mondo

Redazione
Nonostante i giudici, molti aeroporti hanno bloccato i musulmani diretti in America

Nonostante l'opposizione da parte di alcuni giudici, il decreto del presidente americano Donald Trump che vieta l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria, Yemen) è stato applicato immediatamente, con effetti in tutto il mondo, e a diversi passeggeri è stato impedito l'imbarco sul proprio volo. Ecco i casi segnalati nelle prime 24 ore dalla firma del decreto:

- AUSTRIA: ad almeno tre iraniani è stato impedito di imbarcarsi sabato su un volo diretto negli Stati Uniti all'aeroporto di Vienna, stando a quanto riferito da un portavoce della Austrian Airlines. I tre passeggeri, una coppia di coniugi e una giovane donna, erano tutti in possesso di visto per gli Stati Uniti, ha detto Peter Thier all'agenzia di stampa austriaca. La coppia sarebbe rimasta a Vienna, mentre la donna è tornata in Iran;

- EGITTO: al Cairo una coppia irachena con due figli che aveva comprato i biglietti su un volo della EgyptAir e aveva i visti per gli Stati Uniti non ha potuto imbarcarsi, hanno detto fonti aeroportuali alla France presse. Secondo un funzionario della EgyptAir, l'azienda non aveva ancora ricevuto informazioni ufficiali riguardo alla nuova normativa ma ha comunque applicato le restrizioni sui viaggi negli Stati Uniti;

- STATI UNITI: Decine di passeggeri - tra 100 e 200 secondo il New York Times - sono stati bloccati al loro arrivo negli aeroporti americani e minacciati di espulsione. In particolare, due iracheni muniti di visto sono stati fermati all'aeroporto JFK di New York. Mentre attivisti di sinistra si mobilitavano per manifestare il proprio sostegno ai passeggeri bloccati, le associazioni per la difesa dei diritti umani hanno ottenuto da un giudice federale la sospensione della loro espulsione;

- IRAN: funzionari di due agenzie di viaggio hanno detto di aver ricevuto istruzioni dalle compagnie aeree Emirates, Turkish Airlines ed Etihad di non vendere biglietti agli iraniani muniti di visto perché non saranno imbarcati. Maryam, iraniana di 44 anni che aveva ottenuto la sua green card lo scorso ottobre, ha detto alla France presse che sabato le è stato impedito di prendere un volo per gli Stati Uniti. Un'iraniana che voleva rientrare negli Usa il 4 febbraio ha detto alla France presse: "Avevo un biglietto sulla Turkish Airlines per il 4 febbraio, ma è stato annullato". Teheran non ha gradito la decisione degli Stati Uniti e ha annunciato che applicherà il principio di reciprocità per i viaggiatori americani;

- OLANDA: La compagnia aerea olandese KLM non ha fatto imbarcare sette persone su un volo per gli Stati Uniti, perchè "l'ingresso nel Paese sarebbe stato loro negato", ha detto alla France presse un portavoce, senza però voler precisare la nazionalità dei viaggiatori;

- SVIZZERA: la compagnia elvetica SwissAir applica il decreto Trump "non avendo scelta", ha detto il direttore generale. "Abbiamo un obbligo legale di applicare questo decreto", ha aggiunto Lorenzo Stoll, affermando tuttavia che sono "pochissimi" i cittadini dei sette Paesi che transitano per Zurigo e Ginevra sui loro voli;

- FRANCIA: Air France ha detto domenica di aver vietato l'imbarco su voli per gli Stati Uniti a una quindicina di persone, cittadini dei sette paesi citati nel decreto "ma questo non significa necessariamente provenienti da questi paesi", ha specificato un portavoce. "Nessuno è stato bloccato a Parigi, abbiamo preso le misure necessarie per rimandare le persone al punto di partenza", ha chiarito l'azienda.

"Il nostro Paese ha bisogno di confini forti e controlli estremi, adesso. Guardate cosa sta succedendo in tutta Europa e anche nel mondo, un caos orribile!": così il presidente Trump è tornato a difendere domenica il decreto che vieta l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria, Yemen.

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