Risparmiatori fregati

Decreto banche, le associazioni dei consumatori: "Siamo alla roulette russa"

Unione nazionale consumatori: "Inaccettabile costringere il consumatore a giocare alla roulette russa, scegliendo se rinunciare ai suoi diritti accettando l’80% di quanto ha perso o giocare il terno al lotto dell’arbitrato"

Marco Dozio
Decreto banche, le associazioni dei consumatori: "Siamo alla roulette russa"

Foto ANSA

Il decreto banche diventa legge. Mercoledì la Camera ha approvato il provvedimento per i rimborsi agli obbligazionisti delle quattro banche salvate dal Governo: Banca Etruria, Banca Marche, Cari Chieti e Cari Ferrara. Ma le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra. Così come l’opposizione rappresentata dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle. Il decreto prevede che gli obbligazionisti possano presentare domanda per ottenere un rimborso automatico pari all’80% della somma perduta. La finestra temporale per presentare l’istanza è stata allungata da 4 a 6 mesi. I criteri per accedervi però prevedono un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro oppure un reddito Irpef inferiore ai 35.000 euro. L’investitore che vuole recuperare almeno una parte dei soldi deve allegare i contratti d’acquisto delle obbligazioni e una serie di altre carte relative alle procedure bancarie in oggetto, oltre a una dichiarazione riguardante il patrimonio mobiliare.

Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, ricorre a parole molto chiare per descrivere il decreto, parlando di “roulette russa” e “dilemma del prigioniero”: “È inaccettabile costringere il consumatore a giocare alla roulette russa, scegliendo preventivamente se rinunciare ai suoi diritti accettando l’80% di quanto ha perso, oppure giocare il terno al lotto dell’arbitrato, sperando di vincere. Un dilemma del prigioniero vergognoso”. Netto anche il giudizio della Lega, per voce del deputato Filippo Busin: “Dal provvedimento sulle banche popolari al bail-in, fino a quest’ultimo orrore, il governo Renzi, in materia bancaria, ha dato il peggio di sè. Noi diciamo no a un decreto superficiale, estemporaneo che non individua le cause del dissesto del sistema creditizio e indebolisce ulteriormente il sistema produttivo”. I deputati M5S parlano di “risparmiatori offesi”. “Nessuno crede più alla favoletta dei crediti deteriorati generati dalla crisi e dall’inadempienza di famiglie e Pmi. Almeno il 70% delle sofferenze bancarie deriva da impieghi superiori a 500.000 euro: gli artigiani e i piccoli imprenditori non c’entrano nulla. Ma governo e maggioranza, con questo decreto, hanno messo in mano agli intermediari un’arma di ricatto pesantissima. E hanno offeso i risparmiatori traditi dal 'salva-banchieri' con rimborsi parziali e non per tutti”.

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